STORIE DELLA LINGUA ITALIANA:
QUATTRO GATTI NEL SACCO

gattoLECCO – Abbiamo lasciato il micio Leo, in arte Jack, dopo la perdita della propria zampina e libero dal naufragio, ora dopo qualche mese di riabilitazione, a seguito dell’annessione di una protesi sostitutiva dell’arto mancante, Leo decide di ricercare la micetta di cui si era innamorato tempo prima.

Rose, la micetta conosciuta sull’iceberg, ora vive negli Stati Uniti, convinta di aver perso il tanto amato Jack. La sua vita prosegue tra gala di classe e la spasmodica ricerca di un compagno appropriato col quale trascorrere la vita, ma la fortuna non è dalla sua parte. Tanti gli spasimanti che tentano di conquistarla invano, ma il suo cuore appartiene a un altro.

Nonostante il dolore Rose cerca di andare avanti e conosce tre pretendenti. Inizialmente le frequentazioni si protraggono per alcune settimane, i balli cedono il posto alle presentazioni in società, ma Rose si sente distante dai tre gattini, nonostante il loro ottimo partito.

Un giorno accade l’impossibile. Rose, corteggiatissima dai tre aitanti felini, riconosce qualcuno nella folla, è Jack.

Sembra un sogno. Un sogno dal quale non vorrebbe svegliarsi mai, è proprio lui.

Jack spiega quanto accaduto e si dichiara come pretendente per la bellissima gatta. Quattro gatti, quattro corteggiatori, tre provenienti dalle famiglie più altolocate e uno che vuole fare della propria arte la fortuna.

La scelta pare ovvia. Al cuore non si comanda e i due innamorati una volta ricongiunti non possono che intraprendere il proprio futuro insieme.

Ma Rose è cambiata e anche Jack. Non solo per l’assenza della zampina originaria, Jack ha perso il fascino che lo contraddistingueva e inizia a rincorrere ogni gattina in circolazione. Riprende con il vizio del gioco, l’alcol e le belle gatte. Rose dal canto suo è pronta a mettere su una cucciolata e non crede che Jack possa essere il padre più idoneo.

In una notte di straordinaria follia la gatta si intrattiene con Romeo, altro felide tra i suoi pretendenti, da quella nottata nasceranno tre piccoli gattini, fuori dal matrimonio, ma si sa la coppia di fatto non è un problema tra gatti, e i due vissero per sempre felici e contenti.

Jack, dopo un periodo dedito al consumo di alcol e droghe, nonché al sesso occasionale, si innamora di una piccola randagia, abbandonata dalla famiglia perché rimasta incinta troppo presto, e condurranno una felice vita insieme.

trapattoni

Ora, seppure il futuro dei due naufraghi gattini sembrasse già scritto, come cita il proverbio “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, occorre rivedere le proprie aspettative, rimandando all’impossibilità di credere di aver ottenuto qualcosa, finché non la si ha tra le mani.

Tale espressione si deve all’allenatore calcistico Trapattoni, che fece di tale gaffe un proprio mantra, da allora è entrata nell’uso comune, sebbene erroneamente, sostituendo l’originaria “non dire quattro se non ce l’hai nel sacco“, che invece si riferisce a un’usanza ben più cruenta, comunque legata alle passioni dei felini. Tale locuzione richiama la conta dei tordi catturati, i quali, venivano infilzati in una ragna, che li uccideva all’istante e venivano poi contati, inserendoli in un sacco per portarli alle dimore dei cacciatori, ebbene un fortuito episodio ridonò la vita a un uccellino, il quale non era stato del tutto impigliato e riuscì a spiccare il volo sopravvivendo e limitando la conta dei tordi a tre, sebbene fossero quattro quelli effettivamente catturati.

Rose aveva acchiappato quattro gattini, per poi rendersi conto che il suo favorito non era quello previsto, e ricalcando l’idea del non celebrare qualcosa che ancora non si può dare per certo.

Martina Panzeri

 

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