INDUSTRIA, IL LECCHESE SOFFRE
LA CRISI DEL METALMECCANICO.
CRESCE LA CASSA INTEGRAZIONE

LECCO – Tremila operai lecchesi e 45 fabbriche soffrono ancora la crisi. È il risultato dello studio pubblicato nei giorni scorsi dalla Cisl Lombardia, e Lecco, insieme alla Brianza, è tra i territori più colpiti.

Il Rapporto semestrale dell’Osservatorio Regionale della crisi e dell’occupazione, con l’analisi dei dati e le valutazioni della Fim Cisl Lombardia sulla situazione del settore metalmeccanico, è promosso dalla Fim regionale e rileva sistematicamente i dati nelle circa 7.000 aziende industriali e con oltre 550.000 lavoratori della regione. Nel 1° semestre 2019 sono state colpite dalla crisi 375 aziende (259 nel semestre precedente) e 16.502 lavoratori (9.647 nel periodo precedente).

Se Milano è al primo posto (41,91%, era il 32,8% nel 2° semestre 2018) seguono proprio Lecco (13,30%, era l’8,57% nel 2° semestre 2018) e Brianza (12,90%, era il 18,16% nel 2° semestre 2018), aree che “vedono la sussistenza di insediamenti industriali importanti, sia nei comparti tradizionali che in quelli innovativi del settore metalmeccanico, con una presenza cospicua sia di grandi imprese di livello nazionale e internazionale, mentre le imprese medie-piccole sono storicamente radicate in tutti i territori” li descrive il dossier.

Le conseguenze di questa condizione non sono affatto da sottovalutare. Aumentano infatti nel primo semestre del 2019 le richieste di cassa integrazione ordinaria: ben 2.029 i dipendenti lecchesi coinvolti. Altri 58 hanno potuto usufruire della cassa straordinaria mentre 107 sono in mobilità.

> SFOGLIA QUI IL DOSSIER DELLA CISL

 

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