ERVE/PONTICELLO “DI TRANSITO
O DI MEDITAZIONE”?

Caro Direttore, sapendo quanta attenzione Lei presti alla montagna e ai suoi problemi, Le aggiorno la situazione del ponticello di Erve che il gelo invernale e la prima nevicata di stagione  hanno ulteriormente intaccato, non solo nell’estetica ma anche e soprattutto nella sicurezza della sua fruibilità.

Si sappia che per arrivare alla Capanna Monza si transita su quattro ponti ma solo questo versa in condizioni pietose. Partendo dal paese si passa, infatti, sul primo e
antico ponticello in pietra che è in buone condizioni. Si arriva poi alla località Camosci e per giungere al ponte dal fondo sfondato si utilizza una solida e ben tenuta passerella in metallo. Più a monte si deve riattraversare il ruscello in un punto abbastanza scosceso del percorso e lo si può fare davvero in sicurezza sul ponte del Bruco, dedicato a un mulo che da queste parti per >meritarsi addirittura una targa alla memoria, evidentemente, ha saputo farsi apprezzare ben più di qualche essere umano. Manco a dirlo, anche questo ponte è ben tenuto ed è un piacere passarci sopra.

A questo punto anche chi sale per la prima volta alla Monza si chiede se la manutenzione degli altri ponti sia “in carico” a un altro Ente, diverso e più attento da
quello che sta trascurando in modo così evidente le cure che invece vanno garantite anche all’opera pubblica in questione. Soprattutto in questi periodi non certo rosei è davvero singolare notare come una piccola riparazione, che si potrebbe effettuare con
quattro soldi sia, invece, lasciata deteriorare al punto da dover poi sborsare molti più quattrini dei contribuenti della Val d’Erve,  per rimettere le cose a posto.

Qualcuno in Comunità Montana ci vuole spiegare perché su quattro ponti di questa valle, solo questo è così malandato?
Grazie per l’ospitalità.

[Lettera firmata]

 

Pubblicato in: Cultura, Lettere a LeccoNews, Montagna, Hinterland

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