ANCHE I GIOVANI DI LAORCA,
RANCIO E SAN GIOVANNI
AL GIUBILEO DEI RAGAZZI

giubileo ragazziLECCO – Sono andati a Roma per il Giubileo dei Ragazzi in 13 più due catechiste accompagnatrici i tredici/sedicenni di Laorca, Rancio e san Giovanni appartenenti alla Comunità Pastorale Beati Giovanni Mazzucconi e Luigi Monza. Un viaggio con il Decanato di Lecco e con i 7.000 loro coetanei e accompagnatori della Diocesi di Milano. Non sono mancate occasioni per visitare i monumenti storici della Città Eterna e per vivere una esperienza intensa di fede.

Due sono stati i momenti importanti: il primo sabato 23 aprile sera allo Stadio Olimpico di Roma dove ha avuto luogo la grande festa organizzata per il Giubileo dei ragazzi dove papa Francesco in un video messaggio, parafrasando la grande passione per i giovanissimi per gli smartphone ha affermato: “Senza Gesù nella vostra vita è come se non ci fosse campo!” Inoltre ha esortato i ragazzi a “essere misericordiosi vuol dire anche essere capaci di perdono. E questo non è facile, eh? Può succedere che, a volte, in famiglia, a scuola, in parrocchia, in palestra o nei luoghi di divertimento qualcuno ci possa fare dei torti e ci sentiamo offesi; oppure in qualche momento di nervosismo possiamo essere noi ad offendere gli altri. Non rimaniamo con il rancore o il desiderio di vendetta! Non serve a nulla: è un tarlo che ci mangia l’anima e non ci permette di essere felici. Perdoniamo! Perdoniamo e dimentichiamo il torto ricevuto, così possiamo comprendere l’insegnamento di Gesù ed essere suoi discepoli e testimoni di misericordia”.

Il secondo domenica alla messa in piazza san Pietro dove il Pontefice ha detto: “Non accontentatevi della mediocrità, di ‘vivacchiare’ stando comodi e seduti…. è libero chi sceglie il bene, chi cerca quello che piace a Dio, anche se è faticoso. Ma solo con scelte coraggiose e forti si realizzano i sogni più grandi, quelli per cui vale la pena di spendere la vita.”

Inoltre il Santo Padre ha stimolato questi giovanissimi: “Nella vita sempre si cade, perché siamo peccatori, siamo deboli. Ma c’è la mano di Gesù che risolleva noi, che ci alza. Gesù ci vuole in piedi! Quella parola bella che Gesù diceva ai paralitici: ‘Alzati!’. Dio ci ha creati per essere in piedi. C’è una bella canzone che cantano gli alpini quando salgono sui pendii. La canzone dice così: ‘Nell’arte di salire, l’importante non è non cadere, ma non rimanere caduto!… tante volte viene dalla mano di un amico, dalla mano dei genitori, dalla mano di quelli che ci accompagnano nella vita. Anche Gesù stesso è lì. Alzatevi. Dio vi vuole in piedi, sempre in piedi”.

 

 

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