CARTA VETRATA/BILANCIO
DI LECCO: TASCHE DA SVUOTARE
E CALCI NEL SEDERE

LECCO – Il Bilancio appena approvato in Comune ha i conti a posto solo per il sindaco. Ai cittadini svuota le tasche. L’operazione è riuscita ma il paziente è morto, verrebbe da sintetizzare. Tutti a dire che la colpa è solo del Patto di stabilità, e nessuno che un bel po’ è invece colpa sua.

Zero respiro, cuore impercettibile.

E così: via all’aumento delle tasse, al taglio dei servizi, alla mera gestione contabile della vita dei cittadini. Questa Giunta sarà anche un bravo chirurgo ma sembra più un impareggiabile becchino.

Tasse che prima promettono di togliere e che invece poi addirittura aumentano, servizi pubblici che negli slogan promuovono nella realtà invece azzoppano, impegni che prima assumono e poi immancabilmente dimenticano. Giocando con le parole.

I tagli li chiamano rimodulazioni, le alienazioni valorizzazioni, l’autorizzazione ad aprire nuove sale giochi addirittura contrasto al gioco d’azzardo. Per gli aumenti, se sono di tasse non te lo dicono proprio lo scopri con la cartella che ti arriva a casa.

E’ colpa del Patto. Nessuno che vuol ricordare però che l’ha voluto l’Europa, l’ha accettato D’Alema, l’ha inasprito il Pdl, l’ha votato la Lega, lo sta tenendo in vita il Pd. In Comune ognuno lo rinfaccia all’altro.

Il più sobrio è ubriaco, verrebbe da sintetizzare.

Il Bilancio ha i conti a posto e i cittadini pagano. Un assessore dice che tagliare la Cultura è un delitto. Dimenticandosi che c’è anche la voce spreco. Luca Radaelli di Teatro Invito, ha affermato che lui sapeva come risparmiare, a parità di qualità, centinaia di migliaia di euro ma tutto tace. In Comune sono intenti a guardare il sipario.

Un altro assessore conferma che la proposta suggerita da alcuni genitori di cambiare fornitore della mensa a scuola è legalmente fattibile, migliorerebbe qualità e farebbe risparmiare decine di migliaia di euro, sia a Comune che famiglie. Si adopera per concretizzarla? No. Preferisce pagare di più.

Un altro che fa pure il vicesindaco spende oltre 40mila euro l’anno per il Bike sharing che è usato da meno di 10 persone al giorno, taglia le corse dei bus, ne aumenta i biglietti e quando, per i rifiuti, gli suggeriscono, da anni, di usare la Legge per ridurre i giri dell’umido così da risparmiare una montagna di euro ripete “stiamo lavorando”. Deve essere in nero, non si vede.

Il sindaco che si è tenuto per un anno la delega del Bilancio ora piange miseria e aumenta l’Irpef ma non è stato in grado di utilizzare la leva dell’IMU per far pagare ai ricchi e agevolare chi fa più fatica. Poteva usare, come prevede la Legge, le categorie catastali. Ha colpito famiglie e piccoli negozi.

Poi ci sono i soldi spesi per opere inesistenti (Il Cag, il Parchetto chiuso malgrado le promesse, l’Urban Center e la Sala Polivalente di via Foscolo questi addirittura mai aperti)

Dovrebbero avere un sussulto di dignità, ma finché si continua a dargli acritico consenso…

C.V.

Comunque la pensiate, qui siete i benvenuti

Pubblicato in: Lettere a LeccoNews, Città, Economia Tags: 

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