CARTA VETRATA/SENTINELLE
IN PIEDI E BIMBI CON LA TESTA

Sta diventando un rituale abbastanza consolidato. La volta scorsa in piedi ferme in Piazza XX settembre, questa volta, davanti al monumento dei Caduti sul lungolago, in fianco alla foce del Caldone.

Sono le Sentinelle in Piedi, un gruppetto di fedelissimi che in diverse parti d’Italia manifestano, ferme in piedi, in silenzio, leggendo un libro, contro i matrimoni tra innamorati dello stesso sesso e l’adozione per queste coppie.
 
Domenica sono passata da lì con i miei due figli – Giulia e Matteo – e mio marito, Giulio Francesco – non traggano in inganno nessuno, i nomi sono due ma il marito è uno solo, ci tengo a precisarlo anche perché, come si suol dire tra noi donne “uno basta e avanza”.
Quindi rispettosa dei loro canoni, coppia etero noi grandi e coppia etero, almeno tra loro, i miei figli, mi sono fermata, in piedi ma in movimento, a vedere un poco.
 
A parte aver notato aspetti di colore quali: alcuni libri alla rovescia, quindi con una certa difficoltà nell’eventuale lettura; un libro di Oscar Wilde, noto integralista; e che, quasi tutta la cinquantina di attivisti, il libro lo avevano sì in mano, aperto, ma non giravano mai le pagine; a parte queste, appunto note (forse) di colore, quello che traspariva ad una più approfondita ricerca di informazioni è che questa delle Sentinelle in Piedi, a ben guardare, non è libertà di espressione che viene esercitata, ma una provocazione gratuita e nei suoi contenuti, di fatto, pure violenta perché non riconosce i diritti basilari civili delle persone, di una comunità.
 
Opporsi quindi, per il futuro, a questi presìdi, fintamente pacifici ma nei contenuti, appunto di fatto, violenti, sarà un dovere per i lecchesi di buona volontà e civiltà, perché opporsi a questo integralismo non è essere contro la libertà di opinione ma all’intolleranza. 
 
Le frange intolleranti dell’umanità, non meritano tolleranza. 
Mio marito, che stava parlando con i nostri figli, ha credo spiegato bene a loro la situazione. 
Anche se in silenzio, anche se apparentemente in modo pacifico, quello che stavano, che stavamo vedendo, era un tentativo di attacco violento, intollerante, alla libertà delle persone. 
Alla libertà di amare delle persone, alla libertà di essere felici delle persone, alla libertà di autodeterminarsi delle persone.  
Ed era quindi doveroso opporsi a queste Sentinelle in Piedi, anche spiegando a loro che erano bimbi piccoli, che l’opposizione a questo tentativo di violenza era praticare una resistenza.  
Una resistenza come i loro nonni avevano fatto contro i fascisti sulle montagne sopra casa. Era una resistenza di fatto uguale. 
Contro un attacco becero, violento, ignorante alla libertà ed ai diritti di tutte le persone.
 
È per questo che siamo stati contenti e ci siamo commossi quando Giulia ci ha detto che lei avrebbe preferito nascere da una coppia di due mamme o due papà perché si volevano bene, piuttosto che non nascere, perché la vita è bella. 
E bisognava andarglielo a dire a quei signori con i libri in mano.
Ci é arrivata anche una bambina. 
Ci siamo andati.
carta vetrata firma
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Pubblicato in: Lettere a LeccoNews, Città

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