CARTA VETRATA/TAVOLA, BARICCO
E LE FOTOCOPIE DI VILLA MANZONI

Abbiamo gli assessori più lucidi del globo terracqueo e forse anche di qualche sperduta galassia. I consiglieri comunali, per canto loro, stanno aspettando che vada in onda la replica di Capitan Harlock e non si accorgono di nulla.

Siamo destinati a soccombere. Per il momento sotto le macerie di dichiarazioni politiche strampalate, ma di questo passo, giusto domani l’altro, sotto quelle di Villa Manzoni.

L’estasi balistica dell’Assessore Michele Tavola ha vissuto, negli ultimi giorni, momenti di suprema intensità. Ogni Ministro alla Cultura, incaricato, nominato o anche solo papabile, costituisce per lui motivo di grande, sincero entusiasmo.

Ormai gli basta anche solo subodorare l’incarico di Ministro a qualsivoglia italiano maggiorenne, o il remoto accennare di un nome così a capocchia, per fare una dichiarazione alla stampa locale con il tono e il portamento di un’edizione straordinaria.

Oggi, per l’ennesima volta, fa credere di aver a cuore le sorti di Villa Manzoni. E’ pronto ad azioni clamorose. Le stesse che minacciava, brandiva, sventolava, addirittura annunciava già gli scorsi anni: “Mi incateno ai cancelli della Villa se…” “Io e il Sindaco abbiamo scritto al Ministro per avere garanzie”; “Parlerò personalmente con il ministro Brady che arriverà a Lecco, su mio invito, proprio per Villa Manzoni”; e ancora poco dopo: “La volta scorsa il Ministro è stato trattenuto a Roma ma stavolta arriva di sicuro, l’ha promesso”; così la volta dopo ancora: “Non è venuto a Lecco purtroppo nemmeno questa volta, ha avuto un impegno a Seul, ma ha presente la lettera del Sindaco e mia in vista dell’Expo”… e via di questo passo.

Ha fatto in tempo a decadere, per il momento il Ministro, fra un attimo, di ‘sto passo, pure la Villa Manzoni e l’Assessore non ha ancora combinato nulla.

Se non un secchio portato da lui medesimo sotto il solaio di Casa Manzoni.

Lo si vede in queste ore, carico, non trovare di meglio che chiedere alla prima giornalista che gli arriva a tiro, così a bruciapelo “A che ora hanno fatto Ministro Baricco, devo parlargli?”.

Nel suo tailleur d’ordinanza, con il block-notes in mano, la poverina esausta risponde che non c’è stata nessuna nomina di Ministri. Ma, per non contrariarlo, lo rassicura subito: prima o poi qualche Ministro lo faranno, non si preoccupi, vedrà che tutto si aggiusta.

Deve essere per questo che oggi alla stampa – che non fa domande e no ricorda – rilascia l’ennesima dichiarazione capestro: “Ho già scritto a Baricco”.

Lui sa che sarà il nuovo Ministro della Cultura, Tavola è uomo di mondo e di arte, capisce i tratti, le trame e i disegni, sembra addirittura più dello stesso Baricco che, invece, ha dato picche per il ruolo.

Tavola scrive troppo e combina poco.

Nessuno però osi ridurre la smania restauratrice di Tavola a mero gretto servilismo filogiornalistico. No. C’è, nell’eloquenza invasata con la quale saluta le nomine ministeriali, una foga futurista che lo eleva e lo assolve. Sembra un po’ un portagramo. Invece è un poeta.

Intanto per salvare Villa Manzoni aspetta che si muova qualcun altro. Che arrivi da fuori.

Nessuna idea, nessuna Imu/bis, nessuna Tassa di Scopo. Non osa nemmeno chiedere cosa siano.

Lui deve pubblicizzare le fotocopie di Picasso.

Da tre anni è lì a veder se cade o no. Se resta su non è merito suo, se crolla ha già delle fotocopie della stessa da esporre a Palazzo delle Paure. Ha già il gallerista elvetico di fiducia.

Sarà un successo nazionale.

Cosa non si farebbe per il turismo…..

C. V.

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