LEUCI/LETTERA ALLA CASALINGA
DA “UNA POVERA MOGLIE”

LECCO – Corre sul filo dell’ironia la polemica sulla destinazione dell’area Leuci. E così, un gruppo di lavoratori da poco licenziati dalla storica azienda lecchese ci invia una missiva a mo’ di risposta all’ultimo intervento di “Carta vetrata” sul tema.

                DA UNA  “povera moglie” A UNA … CASALINGA   SAGGIA

Cara casalinga (mi  verrebbe spontaneo dir : di Voghera, ma non vorrei offendere quelle signore che non conosco),  ho letto il tuo riassunto da Telenovela o serie televisiva (tanto care a chi ha bisogno di sentirsi viva nei momenti  di riposo  trascorsi in casa) della vicenda  LEUCI, che ha allietato la tua serata con gli  amici a cena, fra un bicchiere di  Brunello e magari due parole sul maltempo.

Hai capito tutto,  tutto ti  è chiaro,  ti è bastata qualche notizia dei giornali,  ma soprattutto è merito del TUO intuito e del Tuo senso pratico. Suvvia, per una donna con i piedi per terra, come tu dimostri di essere, il caso è lampante!! E’ come giungere alla conclusione del film,  avendolo seguito a spizzichi, come capita a noi casalinghe,  ma sapendo già come va a finire e raccontarlo all’amica o al marito, rovinandogli la sorpresa del finale.

Io però sono un po’ offesa e ti faccio una rimostranza e una domanda:

–        La rimostranza riguarda la poca solidarietà che hai dimostrato nei confronti delle mogli dei dipendenti Leuci, non avvertendole dell’inutile fatica che stanno facendo i loro “cavalli da corsa” che proseguono  imperterriti verso un “sol dell’avvenire” che è stato un fallimento (per chi?).

Io, moglie di un “povero illuso”, usato e comandato da altri, forte dei tuoi consigli e delle tue profetiche conclusioni, invece di condividere con lui la lotta per un futuro migliore, che oltretutto non lo riguarda perché non sarà neppure un “prescelto”, avrei potuto convincerlo a lasciar perdere, perché– tanto il mondo va così – perché complicarsi la vita per cambiare le cose… ?; avrei evitato discussioni, ansie, giornate in solitudine, avrei potuto averlo a cena tutte le sere e anche nel dopocena, con me, a chiacchierare di quanto il mondo fa schifo, tutto va rotoli, nessuno si dà da fare, non cambia niente, vincono sempre i forti ed i potenti e la povera gente subisce sempre.

Vedi come ho saputo bene interpretare quello che tu dici parlando della vicenda Leuci?…del resto sono donna…come te!

 

–        La domanda: ma perché non sei intervenuta prima? Ti rendi conto quanto tempo perso avresti evitato a tanti attori di questa vicenda?

Da casalinga pratica che sa l’importanza del tempo, con le tue sagge considerazioni, avresti potuto “ILLUMINARCI” sul futuro dell’area Leuci senza scomodare comandanti, generali, istituzioni ed associazioni.

Anzi, avresti potuto decidere tu:

“Tutti zitti, so io cosa succederà. Inutile far scorrere la pellicola…andiamo subito al finale del film, o meglio, ve lo racconto io, così non perdete tempo!”  

Adesso, non offendere la mia sensibilità di donna, giustificandoti come una “vecchia, inacidita, ma non smarrita (?!) casalinga” che al massimo può fare qualche chiacchiera fra una spesa ed il bambino da accompagnare, qualche chiacchiera giusto per vivacizzare una serata che altrimenti finirebbe nella noia.

E…sì, perché spesso con quattro chiacchiere in compagnia, magari davanti ad un buon bicchiere di vino, si sistema il mondo, si risolvono i problemi…degli altri…e poi si va a dormire e si fanno sonni tranquilli, perché tanto, tuo marito il posto sicuro lo ha (magari in banca, stipendio fisso…come diceva una vecchia canzone). Mentre il mio deve rassegnarsi…così è la vita.


Da donna a…donna: abbi più rispetto e non giudicare. Non sei il Padre Eterno.

Ti saluta cordialmente la moglie di un ex lavoratore Leuci che non si accontenta di fare quattro chiacchiere per passare il tempo e, che, da casalinga e lavoratrice, ne ha già perso troppo nel risponderti.

 

P. M. ( Povera Moglie)

 

 

 

 

Pubblicato in: Lettere a LeccoNews, Città, Economia

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