IDROLARIO/IDROSERVICE:
REMO VALSECCHI CRITICA
IL SINDACO DI VIGANO’

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Remo Valsecchi

Spero che il Sindaco del Comune di Viganò Brianza conosca sufficientemente la nostra Costituzione per sapere che le differenze di opinioni sono garantite e tutelate. Ha tutti i diritti di ritenere che la soluzione ottimale per risolvere i problemi del settore idrico passino dalla cessione del ramo d’azienda di Idrolario a Idroservice ma non può delegittimare chi ha un’opinione diversa. È una questione di democrazia, fondamentale nella gestione pubblica, sempre che la democrazia abbia ancora un significato.

Si chieda, il Sindaco di Viganò Brianza, ma anche tutti gli altri Sindaci che hanno manifestato irritazione, gli organi sociali delle due società, i sindacati e tutti coloro che biasimano i Comuni che hanno votato contro l’operazione prospettata o si sono astenuti o erano assenti, le ragioni di un quorum deliberativo superiore a quello previsto dalla legge (80% contro il 50% di legge). Non si può, oggi, recriminare solo perché qualche Comune in dissenso non ha consentito di raggiungere il quorum previsto.

Se poi “l’ampia maggioranza”, come la definisce il Sindaco di Viganò Brianza (solo il 54.23% nella realtà), non persegue il proprio obiettivo deve prenderne atto e accettarne l’esito; queste sono le regole. Non è un caso che il codice civile consenta l’impugnazione delle delibere ai soci assenti, dissenzienti o astenuti e non a quelli che hanno votato a favore.

Il rispetto delle leggi, delle delibere degli organismi di governo, delle regole non provoca mai danni, semmai è vero il contrario.

Il non rispetto delle leggi in fase di affidamento del servizio idrico a Idrolario, conservando tutta la struttura operativa all’interno di Lario Reti Holding, e un appalto del servizio irregolare, è la prima e vera causa dei danni finanziari ed economici di Idrolario.

Il non volere rispettare una delibera del Consiglio Provinciale che imponeva la fuoriuscita di Idroservice da Lario Reti Holding con trasferimento delle quote di partecipazione ai Comuni, modificando la società di 2° livello in società di 1° livello, prima del 30 giugno 2014 ovvero prima dell’affidamento del servizio, è la causa del dissenso da parte di quei Comuni che non intendono violare le disposizioni della delibera e che sta provocando ritardi nella soluzione dei problemi finanziari di Idrolario.

Si può rimediare? Certamente. Ma la strada non è quella della cessione del ramo d’azienda. Esiste la possibilità di risolvere tutti i problemi in tempi veloci e senza costi eccessivi. Il costo della inutile perizia, perché non richiesta dalla legge, predisposta per l’atto di cessione di ramo d’azienda potrebbe essere sufficiente per un intero progetto alternativo.

La stranezza è che, nonostante questi precedenti, ma se ne potrebbero elencare molti altri, il Sindaco di Viganò Brianza, e tutti coloro che vorrebbero realizzare la cessione di ramo d’azienda, vogliono perpetrare questa ripetuta violazione di leggi e regole.

Ma, forse, il Sindaco di Viganò Brianza non lo sa perché nessuno glielo ha spiegato. L’atto proposto non è la cessione dei debiti a Idroservice; quando si cedono debiti bisogna cedere anche delle attività per, almeno, pareggiare il conto. La contropartita alla posizione debitoria, in questo caso, è la cessione di beni inalienabili per disposizioni statutaria ma anche per legge. In nessuna parte dell’atto sottoposto all’approvazione dei Sindaci questo fatto è esplicitato o spiegato; anzi si tenta di nasconderlo omettendolo. Invito i Sindaci a rivedere la lettera A della premessa dell’atto di cessione confrontandola con l’art. 3 dello Statuto sociale e si renderebbero conto che viene riproposto l’esatto contenuto dell’articolo dello statuto con una unica, non so se volontaria o involontaria, omissione: “e sono inalienabili”. Inalienabili significa, secondo la lingua italiana, che non possono essere ceduti o venduti ad altri, mentre, con la cessione di ramo d’azienda, vengono ceduti (allego comparazione delle citate parti). Anche la legge dichiara la incedibilità di questi beni, ma non voglio ulteriormente dilungarmi.

Anche la questione dei mutui dei Comuni non è corretta. I mutui dei Comuni e relativi oneri sono a carico della società affidataria, che per il 2014 è Idroservice, e non si capisce perché dovrebbero essere rimborsati da Idrolario. I mutui e relativi oneri sono parte della tariffa applicata dagli utenti che, anche se temporaneamente, nel 2014, è riscossa da Idroservice. I mutui iscritti nel bilancio di Idrolario sono quelli direttamente contratti dalla stessa, e restano in società con altri debiti di cui non si conosce la sorte o come verranno pagati. Si “vocifera” che saranno pagati attraverso canoni per l’uso degli impianti non ceduti. Lasciare nel “limbo” la sorte di ca. 14/15mln di debiti è una responsabilità che, correttamente, qualche Sindaco avveduto non intende assumersi anche forte di precedenti controversi, quali gli oltre 2milioni di euro, che nel 2010 L.R.H. si è rifiutata di corrispondere a Idrolario nonostante un contratto garantito dall’Amministrazione provinciale.

I Sindaci dovrebbero prestare attenzione anche ad un’ulteriore stranezza. L’operazione di cessione di ramo d’azienda svuota una società, Idrolario, a favore di una società, Idroservice, partecipata, direttamente o indirettamente dagli stessi Comuni pur con quote di partecipazione diverse. Il Comune di Viganò Brianza detiene una partecipazione maggiore in Idrolario e minore in Lario Reti Holding e, probabilmente, con la cessione dovrà svalutarne il valore nel proprio bilancio mentre con una fusione, grazie al meccanismo del concambio, questo non avverrebbe.

Forse è meglio che il Sindaco di Viganò Brianza, come tutti i Comuni ex soci di CIAB e Ecosystem, chiedano un parere legale, autonomo dai pareri dei consulenti di LRH, per meglio tutelare i cittadini, il Comune ma anche se stessi.

Remo Valsecchi – cittadino

 

 

 

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