LA BARISTA: I RAGAZZI LECCHESI NON SONO “BIGIATORI SERIALI”

luciana delle vedoveLECCO – “I ragazzi che frequentano i bar al mattino non sono tutti del lazzaroni!”. Dopo aver letto l’articolo speciale/bigiare a Lecco, inchiesta nell’aula “parallela”: il bar, Luciana Delle Vedove, proprietaria del bar “Shaker“, tiene a fare alcune precisazioni affinchè non passi il messaggio che gli studenti lecchesi siano tutti dei “bigiatori seriali“.

“Sono dieci anni che faccio la barista qui a Lecco e da sempre capita che anche nel mio bar passino studenti durante la mattina. Sono ragazzi degli ultimi anni delle superiori e poi ci sono anche studenti universitari, la maggior parte di loro si ferma qui quando deve entrare un’ora più tardi oppure se a scuola c’è l’ora di religione e hanno scelto di non seguirla. Spesso vengono anche al pomeriggio per studiare in compagnia: uniscono i tavolini e si aiutano a vicenda nei compiti. Certo tra loro ci sono ragazzi che hanno l’abitudine di bigiare, ma sono veramente pochi, quando mi accorgo che un ragazzo inizia a venire qui tutte le mattine e quindi a saltare la scuola in modo sistematico la cosa non mi piace e, nel mio piccolo, cerco di parlargli per capire se c’è qualcosa che non va.

I gruppi di adolescenti poi spesso vengono stigmatizzati: ad esempio un po’ di tempo fa alcuni ragazzi avevano l’abitudine di riunirsi nella strada sottostante un condominio qui vicino, ai condòmini dava fastidio e così i vigili sono arrivati e li hanno mandati via. A me è spiaciuto vedere questa scena perchè in realtà non facevano nulla di male, ovvio in tutti i gruppi capita che possa esserci la “testa calda”, ma in generale sono ragazzi educati, anzi portano allegria. Io li vedo così pieni di vita e con quella spensieratezza che a noi adulti spesso manca…

Non dimentichiamoci che la crisi ha colpito anche loro sia psicologicamente che materialmente: quando faccio notare loro che c’è l’obbligo di consumazione nel bar, li vedo che prendono dal portafoglio le monete che hanno e mi ordinano qualcosa che costa 50 centesimi, ma lo fanno sempre con un sorriso. Rispetto ad alcuni anni fa questi ragazzi hanno molti meno soldi in tasca, è vero che i problemi maggiori li hanno i genitori, ma anche per loro non è facile: molto probabilmente in tante case il clima sarà difficile e a loro non fa certo piacere vedere i genitori preoccupati.

E’ anche per questo motivo che hanno piacere a ritrovarsi qui in gruppo, chiacchierano tra loro, si raccontano i problemi e si confrontano: in adolescenza il bisogno di parlare è molto grande e farlo con persone “alla pari”, che quindi possono capire bene quello che si sta vivendo, serve per sfogarsi e per trovare un senso di sicurezza.

Questi ragazzi a livello umano sanno trasmettere molto, mi piace vederli così pieni di vita e non voglio che qualcuno, mal interpretando l’articolo, possa arrivare alla conclusione che siano tutti dei lazzaroni perchè non è affatto così!”.

 

 

 

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