LA LETTERA/CANILE DI LECCO,
I VOLONTARI: “SITUAZIONE GESTITA
IN MODO SUPERFICIALE”

Gentilissimi giornalisti,
siamo un gruppo di volontari del Canile di Lecco. Frequentiamo l’ambiente del canile ormai da anni, dedicando il nostro tempo libero ai cani ospiti della struttura, al fine di rendere il loro soggiorno un po’ meno triste in attesa che arrivi la famiglia giusta per adottarli. Negli ultimi tempi abbiamo vissuto con ansia e preoccupazione le varie vicissitudini che hanno riguardato la struttura, e non nascondiamo di essere rimasti molto delusi e amareggiati dal voltafaccia effettuato dal Comune e dal nostro Sindaco nell’ultimo mese: da anni il canile ha bisogno di respiro, di nuovi spazi per migliorare il benessere dei cani, di aree in cui poter effettuare attività collaterali di educazione, rieducazione e socializzazione con i cani più “difficili”. Da anni chiediamo che il Comune si interessi dei suoi ospiti, e adesso ci troviamo a combattere una lotta contro i mulini a vento, a sbattere contro un muro di gomma di un’amministrazione che ha già deciso che il canile non è una risorsa ma un problema, e che quindi va chiuso.

In questi mesi ne abbiamo sentite di tutti i colori: c’è chi ci ha accusato di essere morbosamente attaccati ai cani, chi di volerli tenere in una struttura fatiscente, chi ci ha detto perfino che non vogliamo che la struttura chiuda perché altrimenti “non avremmo più niente da fare”.

Ebbene vorremmo sottolineare che chi ha detto queste cose ha messo ben poche volte piede in canile, e non conosce per niente il mondo del volontariato che ci sta dietro: i ragazzi e ragazze che dedicano il loro tempo ai cani lo fanno in modo del tutto gratuito e mettendoci la passione che attività di questo genere richiedono. Il lavoro non si svolge solo con i cani, ma anche e soprattutto con gli utenti che vengono in canile alla ricerca di un amico da adottare. L’assessore Volontè ha detto bene, il numero dei cani è diminuito moltissimo negli ultimi anni, ma sicuramente tutto ciò è stato possibile grazie ai volontari, che durante gli orari di apertura si sono preoccupati di ricevere il pubblico e cercare di trovare il perfetto incontro cane-padrone, che hanno pubblicizzato i cani sul web tramite foto e pagine face book, e che a volte hanno personalmente portato a destinazione gli adottati, anche fuori regione in casi particolari. Vedere un cane fuori dal canile, felice in un nuovo spazio e in una nuova famiglia, è la soddisfazione più grande per noi; in questo tipo di attività non c’è spazio per l’egoismo personale, si impiega il proprio tempo (e a volte anche denaro), per rendersi utili per i cani e per le persone che in canile vengono in cerca di un amico.

A pochi giorni dalla fatidica data di chiusura del 30 giugno, chiunque ha sotto gli occhi la situazione del canile, e può comprendere come è stata superficialmente gestita finora dalle istituzioni: purtroppo è iniziato il periodo estivo e il numero di cani è inesorabilmente salito. I vari comuni che hanno ospiti a quattro zampe nella struttura sono in ritardo con la stipula delle convenzioni con i nuovi canili. Non si è nemmeno ancora capito come e quando dovranno essere trasferiti i cani attualmente presenti a Lecco. E, soprattutto, come verranno trasferiti i cani più problematici (caratteriali, o con seri problemi veterinari).

Come se non bastasse, beffa delle beffe, alla Cooperativa Due Mani attualmente incaricata, sembra sia stato prorogato di un mesetto il contratto di gestione (esatto! Quello che non poteva assolutamente essere prorogato fino a due giorni fa!!), il tutto per permettere al Comune di provvedere al trasferimento dei cani in tutta calma. Ad aggiungersi alla già paradossale situazione, vorremmo sottolineare che il Comune non ha minimamente provveduto ad interessarsi dei cani e della loro cura al di fuori degli orari coperti dai dipendenti della Cooperativa che si occupano infatti delle sole attività da svolgere in mattinata.

Chi provvederà dunque a far passeggiare i cani dal 1° luglio? Chi si occuperà di ricevere il pubblico per le adozioni? Chi preparerà le pappe della sera? E soprattutto, chi si occuperà di somministrare le terapie ai cani che assumono farmaci durante la giornata?
Nell’attesa, forse vana, che l’amministrazione della nostra città si assuma le responsabilità (e irresponsabilità) della situazione, per l’ennesima volta saranno i volontari pazzi, egoisti e fanatici a preoccuparsi della sorte dei cani. E forse saranno così fortunati da non rimanere schiacciati da una struttura che fino al 30 giugno gli sarebbe dovuta crollare sulla testa, ma che, siamo sicuri, si manterrà in piedi e operativa fino alla data di trasferimento dell’ultimo cane.

I volontari attivisti

 

 

 

 

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