LETTERA/OSTELLO DI LECCO
PRONTO E FUNZIONANTE
“AL COSTO DI UN CAFFÈ”

Ostello gioventù lecco 3LECCO – Questo primaverile autunno che ci ha da pochi giorni salutato pare abbia fatto in tempo a far rifiorire un albero che si pensava ormai rinsecchito, l’Ostello della Gioventù, scheletro abbandonato a S.Giovanni, fotografia dell’incapacità amministrativa dentro reti di protezione e di macerie.

Finalmente, si annuncia la svolta.

Il nettare sono i due milioni e mezzo di euro che Provincia, Comune e, si spera, Regione, han trovato nei cassetti che grazie all’allentamento del Patto di Stabilità, hanno potuto aprire. E quindi utilizzare.

L’Ostello è un albero che doveva diventare rigoglioso di frutti e giovani in due anni, dopo l’avvio dei lavori dell’ottobre 2006, autorizzati dal Sindaco Faggi e dal Presidente della Provincia Brivio sotto il testo di una convenzione seminata ben 6 anni prima. E, invece, questo albero non ha trovato acqua, aria, risorse e ha incominciato a rattrappirsi, per bloccarsi nel 2009.

In queste settimane la svolta. Il sole e la speranza di veder foglie e frutti prendere, definitivamente, vita. Un traguardo che, per alcuni, fa tirare un sospiro di sollievo al Sindaco –questa volta Brivio- che, si dice, negli scorsi 5 anni aveva cercato di far ripartire i lavori con ogni mezzo, sebbene, in realtà la cronaca, e i fatti, smentiscano questa insistenza, questi tentativi. Basta narrarli. Ricordarli.

Virginio Brivio bis sindaco fascia 4E non ha senso fare come ha fatto ieri a Radiopopolare il sindaco Brivio dopo la pubblicazione dell’Anagrafe 2015 delle opere incompiute, elenco che annovera 35 edifici di interesse pubblico in lombardia tra i quali appunto il lecchese Ostello della gioventù, con il dire “Bisogna vergognarsi”.

E stop. Prima di tutto dovrebbe dire “Devo Vergognarmi” e poi, una volta vergognato uno che deve fare se non tirar su e andare a casa? Uno si vergogna, ma se è colpa sua, perché è colpa sua, ma non lo dice, tutto passa il resto va?

E’ colpa sua e di quella pletora di alzatori di mano a comando che in questi anni son stati seduti sui banchi del consiglio, della Giunta e ai vertici dei partiti e delle liste civiche, in silenzio e con il culo al caldo per un futuro di assessori, consiglieri e truppa.
C’era, tra i vari modi uno facile facile per terminale l’Ostello. E si chiama “tasse di scopo”. In tutti questi anni avrebbero potuto aggirare legalmente i vincoli del Patto e rendere l’Ostello oggi già disponibile e, come dire, redditizio.

Già in un articolo sul quotidiano locale del 9/7/2011, pag.13, il Sindaco parlava della possibilità di affidare a terzi la Gestione dell’Ostello con una concessione trentennale “chi si incaricasse di completare la costruzione poi potrebbe gestirla per 30 anni” …”restituendo dopo vent’anni Lecco al circuito turistico giovanile soprattutto in vista di Expo (!!). Ma si potrebbero trovare sinergie tra chi ha risorse per concludere i lavori e chi ha capacità di gestire l’attività” …

Insomma qualche soluzione forse c’era… e non bisognava nemmeno aspettare che qualcuno si facesse avanti e non è neppure questione di non essere stati abbastanza bravi a cercarli questi attori. Io penso in realtà -ne son certo- che in Comune siano stati invece soprattutto incapaci di utilizzare la legislazione e la leva fiscale che avevano e hanno a disposizione.

Ai tempi era pure progressiva. Non c’era bisogno di trovare un magnate illuminato, un Fiocchi, un Badoni, un Guzzi, uno Scola dei tempi andati. Bastava utilizzare la Leva fiscale data, appunto, dalle Tasse di scopo, un tempo allegate all’Irpef poi appoggiate all’Ici-Imu.

Proviamo a fare questo ragionamento assieme per facilitare la visione del quadro:

IMU SOLDI CASA1) I lavori costano oggi 2.500.000 di euro. Possiamo, solo per comodità di calcolo che non va a inficiare il risultato, considerare che un 20%, potrebbe essere stato il risparmio se appaltati 7-5 anni fa? Ok?

2) Quindi questi 2.000.000 di euro il Comune non può spenderli per il Patto di stabilità, che blocca le Opere pubbliche e sta facendo rinsecchire l’Ostello della Gioventù nel suo tetro scheletro di reti di protezione e macerie. Questo a meno che appunto non utilizzi la Tassa di scopo. Uno strumento consentito dalla legge. Lo fa.

3) Il Comune chiede, quindi, alle 15.000-18.000 famiglie lecchesi di coprirne la spesa. Ogni famiglia deve perciò dare, con le tasse locali, facendo finta che non ci sia mai stata la progressività fiscale, 133euro.

4) Questo importo è da spalmare in questi 7 anni/5 anni…ok? Fanno, a famiglia, 19-25 € all’anno.

5) Questi 19/25 euro a famiglia sono 1,50 euro, circa, al mese. Il prezzo di un quotidiano. Poco più di un caffè, al mese (e non faccio la divisione per giorni).

6) Ci si poteva far sopra una campagna di pressione? Un Appello? Sperare che un partito politico, una Lista civica la facesse propria? Oggi avremmo, da tempo, un Ostello della Gioventù completo anche negli arredi, funzionante per la ricettività turistica che darebbe reddito. Oserei dire anche recuperando, con la tassa di soggiorno o altro, i soldi anticipati o dati dai cittadini e sarebbe arrivato a Lecco ulteriore reddito, speso in città nei negozi di prossimità, nei bar e avrebbe creato, forse, nuova occupazione.

7) Il tutto, vorrei ricordarlo, valeva e, in parte, vale, anche per Villa Manzoni.

Il Comune, i consiglieri, i portavoce di partito e liste civiche, sapevano la proposta. Ufficialmente. Le sinergie sono fondamentali alla ripresa.

Oggi si applaude a un colpo di fortuna, che fortunatamente c’è stato e dobbiamo esserne contenti; vedremo quindi, forse, tagli di nastri e politici tronfi. Sono, invece, politici incapaci che hanno un buon ufficio marketing e comunicazione.

TREZZI 1pIl più delle volte, però, questo non è sufficiente per il benessere collettivo.


Paolo Trezzi

 

 

 

 

 

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