LA SENTINELLA A CARTA VETRATA: “L’UNICA INTOLLERANZA E’ QUELLA DI CHI VORREBBE ELIMINARMI”

Gentile Redazione,
dopo aver letto il commento alla veglia delle Sentinelle in Piedi tenutosi ieri non posso fare a meno di scrivervi perché io ero lì: ferma, in silenzio, a leggere quel capolavoro che è “Il signore degli anelli”, proprio nel punto in cui Tolkien scrive:

“Avrei tanto desiderato che tutto ciò non accadesse ai miei giorni!”, esclamò Frodo.
“Anch’io”, annuì Gandalf, “come d’altronde tutti coloro che vivono questi avvenimenti. Ma non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato. E ormai i giorni cominciano ad apparire neri e foschi. Il Nemico sta diventando rapidamente molto forte. I suoi piani sono lungi dall’essere maturi, credo, ma sono a buon punto. Dovremo lottare con accanimento. Avremmo dovuto farlo anche senza questo terribile evento”.

Forse si riferiva alla signora di cui avete raccolto lo sfogo e che, insieme al marito si è dimenticata di dire cose importantissime alla piccola Giulia, come per esempio che da due mamme e da due papà non sarebbe potuta nascere: avrebbero dovuto pagare un utero in affitto o ricorrere all’inseminazione (a seconda del sesso degli “omogenitori”) avendo un patrimonio genetico di qualcuno che non avrebbe mai conosciuto. Si corre il rischio reale di mettere al mondo figli orfani di genitori vivi.

Quella madre ha inoltre scritto una cosa gravissima: che non ci deve essere tolleranza contro i violenti intolleranti, che saremmo noi: fermi in silenzio. Ha insegnato, e se ne vanta, un odio ed un inno all’intolleranza che noi rigettiamo e combattiamo, non rispondendo alle provocazioni nemmeno quando prendono corpo con una violenza che ieri in molte città non è stata solo ideologica ma fisica e la volgarità una nota dominante suonata dai contestatori.

Quel papà dovrebbe dire ai propri figli che anche nella Resistenza ci sono stati tantissimi crimini: in nome di un ideale di libertà si è ammazzato anche da quella parte chiunque non fosse d’accordo (se non sa la storia di Porzus posso raccontargliela io). Questa è la giustizia che vogliono per i propri figli?
Non capiscono che è proprio perché siamo liberi che possiamo leggere e valorizzare anche Wilde senza alcuno scandalo?

Per questo vi ho scritto e per questo sono andata e andrò a tutte le veglie che mi sarà possibile raggiungere: perché non si può mistificare a tal punto la realtà di quanto avvenuto ieri, in un’ora di silenzio di fronte all’incanto di un lago dorato.

Giuditta Boscagli

 

 

 

Pubblicato in: Lettere a LeccoNews, Città

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