LECCO, ECONOMIA. VALASSI: “PUNTIAMO SUL MANIFATTURIERO”

giusti valassi2LECCO – “La crescita ancora non si vede, ma Lecco deve continuare a puntare sul manifatturiero e sulla ricerca”. Vico Valassi, presidente della Camera di Commercio provinciale non ha dubbi sul momento lecchese, che descrive durante l’undicesima Giornata dell’economia. “Dal 2009 al 2011 le famiglie lecchesi hanno perso in media 10mila euro di patrimonio – spiega –. Per la prima volta, si è registrato un saldo negativo del numero di imprese lecchesi (-212 unità), ma il numero dei fallimenti è rimasto invariato rispetto al 2011 (59). Nei primi cinque mesi del 2013 però si sono già verificati 30 fallimenti e 12 concordati preventivi”.

Preoccupa anche l’ulteriore riduzione degli occupati, passati da 146.100 nel 2011 a 14.600 nel 2012. “Il tasso di disoccupazione si è attestato al 6,9%, rispetto al 3,2% del 2008 – afferma il presidente dell’associazione di via Tonale –, quello giovanile è passato dal 9,4% di cinque anni fa al 26% dello scorso anno”. Un problema del territorio è proprio quello dei giovani. Sono troppi gli under 25 che non studiano e non lavorano: ora sono seimila, mentre nel 2008 erano 2.400. “Questo dato non è solo un campanello d’allarme – analizza Valassi –, ma deve chiamarci a un senso di responsabilità nei confronti delle nuove generazioni. Vuol dire che non siamo in grado di lasciare un’eredità ai nostri figli”.

relazione1Per tornare a crescere Lecco deve puntare sull’industria. “Ben venga il processo di terziarizzazione economica – afferma Valassi –, ma la qualificata vocazione manifatturiera della provincia deve restare la leva strategica di Lecco: le aziende produttive locali sono il 17,1%, contro una media italiana di 12,6%”.

Il turismo “ha tenuto, ma deve ancora esprimere il suo vero potenziale”, mentre la presenza di realtà come il “Politecnico e il nuovo campus possono costituire un capitale per i nostri giovani e le nostre imprese”. Nel 2013 la ripresa ancora non si vede: “Industria, artigianato, commercio e servizi e previsioni di assunzioni sono in calo. Bisogna aspettare per un’inversione di tendenza”.

Fabio Landrini

 

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