L’URLO/QUELL’ACCORDO (INUTILE) LEGA-M5S PER NEGRINI SINDACO

Non nascondo la mia simpatia per il programma presentato dal candidato sindaco M5s Massimo Riva. E nemmeno quella per la persona-Riva. Ho letto prima del ballottaggio quella sorta di referendum a due chiesto dai grillini per valutare le risposte di Negrini e quelle di Brivio su argomenti “cari” al MoVimento, e ho notato la forte congruenza delle opinioni del candidato di Lega-F.I.-Fd’I con le idee alla base del Grillo-pensiero. Dunque potrei non stupirmi della voce, indiscrezione, notizia, probabile certezza di un accordo siglato sotto banco (anzi: sottoBANCA visto che Riva e Nogara son colleghi…) proprio tra la Lega e l’M5S di Lecco per portare voti a Negrini il 14 giugno. In cambio, si dice, di un bell’assessorato.

Ecco, essendo donna di mondo non mi stupisco degli umani accadimenti anche quando sono di questo genere; dei lavorii sotterranei, della politica fatta nelle stanze delle segreterie e delle scelte non ufficializzate. Ma l’eventuale “prezzo” di questo accordo, in caso di affermazione del confcommerciante, quello sì un po’ mi stupisce. E non l’approvo.

Ma come, il MoVimento dell’antipolitica e dei non accordi con nessuno, quello duro e puro che tira dritto senza guardare in faccia ai partiti, sul Lario si mette a trattare in questo modo? Davvero tanti votanti di Riva al primo turno hanno poi “aiutato” (invano) Negrini? Pare strano, non è nelle abitudini di questa forza dirompente – grazie proprio alla sua alterità, al rifiuto degli accordi e degli inciuci e così via.

Poi ti guardi intorno e scopri, basita, che Grillo e Salvini già vanno a braccetto su mille fronti e che forse una intesa autentica e un filo più corposa della storiella lecchese potrebbe nascere (se non è già in corso) proprio tra l’ex comico e il mediaticissimo capopopolo leghista. E allora i dubbi locali aumentano e ti portano a credere che, chissà, forse quelle voci indiscrezioni mezze verità che circolano nelle piazze di Lecco abbiano un fondamento di verità.

Il che sarebbe una grandissima delusione, per la sottoscritta.

Victoria Victrix