A 71 ANNI DAGLI SCIOPERI
UN COMMOVENTE RICORDO
DEI DEPORTATI DEL 7 MARZO ’44

COMMEMORAZIONE-7-3-44-5-e1425655185358LECCO – Il 7 marzo del 1944, 26 operai appartenenti alla Rocco Bonaiti, che non avevano interrotto lo sciopero per la richiesta di un aumento salariale per poter acquistare la farina per far la polenta e così sfamare le famiglie, vengo arrestati da una squadra armata di fascisti che li fanno internare come prigionieri politici presso il campo di concentramento di Mauthausen-Gusen.

Oggi a 71 anni di distanza la cittadinanza, con alla testa le autorità, si è stretta per un giorno il cuore nel ricordo di coloro che furono deportati e di coloro che non ce la fecero a sopravvivere alla barbarie del campo.

Dopo un momento di preghiera guidato dal parroco di Castello, don Egidio Casalone, si è formato un corteo, alla cui testa spiccavano i gonfaloni di provincia e comune, seguiti dalle bandiere dei sindacati, che ha raggiunto la lapide commemorativa posta sul muro di cinta dell’istituto “G. Bertacchi”, sorto proprio sull’area delle fabbriche che scioperarono. Con molta commozione ha preso la parola il preside dell’istituto, Raimondo Antonazzo, che ha ringraziato tutti per la partecipazione rinnovando il monito: “Per non dimenticare una simile barbarie”. Tra gli applausi è stata poi posta ai piedi della lapide, sotto il tricolore, una corona di fiori da Giuseppe “Pino” Galbani, uno dei pochi superstiti alla deportazione.

La commemorazione poi si è spostata all’interno dell’aula magna dell’istituto “Bovara”, dove l’incontro è proseguito con diversi interventi. Presenti numerose autorità del territorio tra cui il sindaco di Lecco Virginio Brivio, Anna Mazzoleni a rappresentare il presidente della provincia Flavio Polano, il questore Alberto Francini, il comandante dell’arma dei Carabinieri colonnello Rocco Italiano, Aldo Panebianco in sostituzione del vice prefetto di Lecco, Gennaro Pannozzo dell’ANPI di Lecco, il professor Andrea Bienati e Carmelo Orlando in rappresentanza dei sindacati di CGIL, CISL e UIL.

COMMEMORAZIONE 7-3-44 (8)L’incontro aveva come punto centrale la tragica testimonianza di Pino Galbani, che in un commosso intervento ha riportato le atrocità commesse nel campo. Nel suo intervento si è soffermato a parlare di alcuni momenti che gli sono rimasti impressi nella memoria, quando incontrò un ragazzo di Lecco, quando la domenica, durante l’unico momento di pausa dal lavoro, girovagava per il campo alla ricerca dei suoi compagni di sventura, che di settimana in settimana diminuivano sempre di più, quando erano costretti, per sostentarsi, a mangiare patate cotte usando calce e urina. Tutto questo ha toccato il cuore dei presenti che, alla fine della testimonianza, si sono lasciati andare in un lungo applauso seguito da una standing ovation, per ringraziare Galbani del suo toccante intervento.

La parola è poi passata ad Andrea Bienati, professore di storia e didattica della shoah e della deportazione presso l’istituto superiore delle scienze religiose a Milano. Il suo intervento si è concentrato sul tema del “Lavoro schiavo’dietro il filo spinato. La deportazione operaia nel settantesimo della liberazione dei Lager”. Ha concluso l’incontro l’intervento di Carmelo Orlando rappresentante dei sindacati alla commemorazione.

Andrea Granata

 

 

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