ABOLIZIONE DEI PICCOLI COMUNI,
APPELLO PER LECCO VA DA SOLO:
DICE SÌ AL TAGLIO SOTTO I 5MILA

APPELLO EPR LECCO logoLECCO – Dopo che a Roma una ventina di parlamentari, tra cui il lecchese Gian Mario Fragomeli, hanno depositato una proposta di legge per abolire i comuni sotto i 5.000 abitanti, in città e in provincia, come prevedibile, è infiammata la polemica. Un “no” a questa proposta calata dall’alto si è alzato in coro, con una sola eccezione: quella di Appello per Lecco, che definisce l’iniziativa come “una buona notizia, una legge che finalmente aiuta il nostro Paese a uscire da una crisi che dura da anni”.

Secondo ApL, infatti, “da sempre il vero problema dei piccoli Comuni non è legato all’esborso monetario per pagare sindaci, assessori e consiglieri. Va da sè che questi sono aspetti di poca rilevanza rispetto, invece, ai veri problemi che solitamente hanno a che fare con le mancate opportunità di fornire servizi in modo coordinato per la propria popolazione, che risiede nel territorio del piccolo comune, ma che spesso lavora, si sposta, fruisce servizi da molti altri comuni. Piccoli e grandi. Parliamo dei veti incrociati alle opere stradali, i PGT non coordinati, gli aspetti di coordinamento reale per i servizi resi alla popolazione. Questi”, proseguono, “sono i veri problemi che derivano da un numero eccessivo di Amministrazioni. Le amministrazioni frammentate e numerose generano problemi di rallentamento, di eccessiva burocratizzazione. Lo snellimento e la semplificazione sono un valore aggiunto. Perdere qualche amministrazione di piccolo comune non significa perdere gli strumenti della democrazia rappresentativa. Significa soltanto favorire gli interessi di molti“.

“ApL da molto tempo sta cercando di alimentare una seria riflessione operativa su questo tema”, concludono. “Concretamente proponiamo che Lecco si proponga come modello sperimentale di accorpamento e nella valutazione dei reali benefici per i Cittadini, con il coinvolgimento delle comunità i cui interessi devono essere prioritari e garantiti”.

 

 

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