ACQUA PUBBLICA, IL COMITATO
A MARIANI: “CAMBIARE OPINIONE
È LEGITTIMO, MA…”

Cambiare opinione è legittimo, può capitare a tutti. Quando, però, a cambiare l’opinione è un eletto dai cittadini alla guida di un Comune sarebbe, perlomeno, opportuna una spiegazione. Non postuma, ovviamente, sarebbe troppo facile, ma prima di assumere posizioni diverse.

Spiegare le motivazioni dei cambiamenti, sarebbe lineare e corretto anche in rapporti privati; nel pubblico, quando si amministrano beni pubblici, cioè della collettività, dovrebbe essere un obbligo che l’etica impone.

Riccardo Mariani, sindaco di Mandello Lario, da sempre schierato con i sostenitori dell’acqua pubblica e fortemente critico nei confronti dell’operazione che si vorrebbe realizzare, la cessione del ramo d’azienda da Idrolario a Idroservice, all’improvviso, senza fornire alcuna spiegazione ha votato a favore di quello che ha sempre contrastato.

Nell’assemblea di Idrolario ha sostenuto, inoltre, la tesi della non necessità della preventiva delibera da parte del Consiglio Comunale di Mandello Lario. A parte il fatto che la legge impone l’obbligo della preventiva delibera e che la stessa è garanzia del rispetto delle regole democratiche, Mariani, probabilmente, teme l’imbarazzo di dover chiedere e spiegare al Consiglio Comunale la logica di una posizione opposta a quella tenuta sino ad oggi. Il Consiglio Comunale, per coerenza, potrebbe deliberare riaffermando la posizione da sempre sostenuta impedendogli di inopinatamente cambiare atteggiamento.

Nel corso del dibattito è stato sostenuto che la delibera del Consiglio non era necessaria in quanto già contenuta in delibere precedenti; se esistenti, però, le delibere precedenti del Comune di Mandello non potevano che essere favorevoli alla fuoriuscita di Idroservice da LRH visto che Mariani, in nome del Comune, ha sempre sostenuto questa tesi.

Riccardo Mariani ha sostenuto, sino ad ieri, nelle assemblee delle società, nella conferenza dei Comuni e in vari convegni pubblici, che l’unico modo per garantire l’esito referendario del 2011 e gli utenti fosse la fuoruscita di Idroservice da Lario Reti Holding ed il trasferimento ai 90 Comuni della provincia con quote proporzionali al numero degli abitanti. È tutto ampiamente documentato.

Ma che cosa è successo che potrebbe giustificare tale cambiamento? Nulla. L’unica novità è l’inadempimento di Lario Reti Holding rispetto ad una delibera dell’ATO, nel cui ambito Mariani è stato uno dei principali sostenitori, con il Comune di Merate, e del Consiglio Provinciale per l’uscita di Idroservice entro il 30.06.2014.

Il Comune di Merate, coerentemente, ha mantenuto e difeso la posizione, Mandello Lario l’ha radicalmente modificata.

La logica vorrebbe che il mancato rispetto di una delibera di un organismo istituzionale rafforzi una posizione di contrarietà. No, in questo caso, ha prodotto un cambiamento e nessuno ne conosce le ragioni.

Magari nei prossimi giorni, Riccardo Mariani, proverà a spiegare le proprie ragioni ma, inevitabilmente, sarà tardi. Quanto accaduto ha ingenerato dubbi e perplessità difficili da superare.

Comitato Lecchese Acqua pubblica e beni comuni

 

 

 

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