ANCHE UNA MAMMA CI SCRIVE
PREOCCUPATA PER LA “DISCARICA” DI BIONE-RIVABELLA

Rivabella discarica dueLECCO – Anche una mamma ci scrive a proposito della discarica Bione/Rivabella: bonifiche da fare al più presto, “quando il signor sindaco ci darà rassicurazioni che possiamo continuare a farlo senza correre rischi per la nostra preziosissima salute?”

Egregio Direttore,

                       non era mai successo che una piscina all’aperto, ancora da costruire, sapesse togliere le fette di salame dagli occhi di tanti cittadini che passeggiano ignari di cosa calpestino nella loro città e non solo sui marciapiedi. Ma si fa in fretta a scoprirlo! Chi transita sulla pista ciclo-pedonale che scorre dal Bione a Rivabella, infatti, soprattutto nella zona del Taurus dove la vegetazione non è ancora riuscita a nascondere del tutto le porcherie e i peccati di certa umanità, se ci si avvicina alla sponda si può tranquillamente “ammirare” ancora oggi quel che lì si è accumulato nei tempi andati: affiorano vecchi depositi di materiali, di varia e non precisata natura, che molto probabilmente nessuno si è mai sognato di far esaminare e perciò continua a ritenere del tutto innocui.

Diversamente non si comprende come sia possibile che tutta la zona del parco urbano sia abitualmente resa fruibile agli amanti dell’abbronzatura che vengon da fuori , ma anche alla popolazione residente, senza alcun tipo di vincolo se non quello di non giocare alla palla (sic!) o impedire al proprio cane di scorazzare senza quinzaglio, tra i bagnanti. Le guardie ecologiche, in tal senso, sono davvero inflessibili.

Su questi materiali, nel migliore dei casi ricoperti da qualche centimetro di terriccio, si sdraiano i gitanti della domenica e ci giocano i bambini. I genitori forse ignari dei potenziali pericoli lasciano fare ma quel che affiora da quelle parti dovrebbe perlomeno fargli sorgere qualche legittimo interrogativo sulla natura di queste terre scure e di quei conglomerati di dubbia provenienza. Le sponde, anche in quel punto, nei decenni scorsi degradavano dolcemente verso le acque del lago e ben se lo ricordano i più “vecchi”. Con l’arrivo del boom economico il livello del cosiddetto “piano campagna” si è improvvisamente innalzato di alcuni metri: che non se ne sia accorto proprio nessuno, è difficilmente “sostenibile”. Ma sarà vero che i depositi, sono del tutto innocui?

Le confesso che sapute queste cose, ovverossia che tratti del lungo lago possano celare una “discarica” anche di materiali potenzialmente pericolosi per la salute pubblica, sono rimasta parecchio turbata. Come mamma, ma anche come cittadina, ritengo non più dilazionabile nel tempo la risoluzione di tale evidente problema. Se a chiarire la natura di queste sostanze più o meno affioranti non bastano le analisi già fatte, si proceda con altre modalità ma credo che in sei o sette anni, ci fosse stata la volontà, si poteva analizzare il  territorio di mezza provincia e non solo di un fazzoletto di parco pubblico o una piccola porzione del centro sportivo comunale.

In queste belle giornate di sole, che precedono la brutta stagione, in molti sono tornati a giocare e a rotolarsi beatamente sull’erba del lungolago a Rivabella: ma quando il signor sindaco ci darà rassicurazioni che possiamo continuare a farlo senza correre rischi per la nostra preziosissima salute? O anche qui dovremo attendere i tempi biblici del PGT?

“Mamma preoccupata”

 

 

 

 

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