AREE VASTE: LECCO CON MONZA?
MAURO PIAZZA PER LE “OMOGENEE”
LA VALSASSINA LE VUOLE ‘MONTANE’

aree-vaste-1-provinceLECCO – Primo importante banco di prova per il processo di riforma che porterà, se al referendum costituzionale di ottobre dovesse vincere il “sì”, alla creazione delle aree vaste: oggi gli 88 sindaci della provincia di Lecco sono stati infatti riuniti in assemblea per dare il proprio parere sul documento conclusivo del Tavolo istituzionale di confronto della provincia di Lecco che si è insediato il 18 marzo scorso, con l’obiettivo di formulare una proposta quale contributo al lavoro di definizione delle Aree vaste.

Nel testo redatto dal Tavolo istituzionale a cui hanno partecipato il sottosegretario regionale alle Riforme istituzionali e agli Enti locali Daniele Nava, l’assessore regionale allo Sport e alle Politiche per i giovani Antonio Rossi, i consiglieri regionali del territorio Mauro Piazza, Antonello Formenti e Raffaele Straniero, il presidente della Provincia di Lecco Flavio Polano, il sindaco del comune di Lecco Virginio Brivio, il presidente della Camera di Commercio di Lecco Daniele Riva, i presidenti delle comunità montane Carlo Signorelli e Carlo Greppi, il rappresentante dell’Anci Paolo Brivio e il prefetto Liliana Baccari, si sono definite quelle che sono secondo il territorio di Lecco le linee guida che dovrebbero determinare la nascita delle Aree vaste.

Mauro Piazza, Antonello Formenti e Raffaele StranieroÈ assunto da tutti senza obiezioni che l’Area vasta dovrà essere un ente di secondo livello eletta indirettamente da parte dei sindaci, pur ritenendo fondamentale garantire la rappresentanza dei comuni più piccoli, presenti in numero rilevantissimo nel lecchese, attualmente penalizzati dal meccanismo di elezione con voto ponderato previsto per le province. Per quanto riguarda le funzioni, dal confronto è emerso che sarebbe opportuno affidare alle future Aree vaste compiti di programmazione e coordinamento, con capacità di decisione autonoma, lasciando alle Zone omogenee le attività gestionali e di diretta fornitura dei servizi. Il tema della struttura organizzativa del nuovo ente non è stato particolarmente approfondito, mentre invece dalla quasi totalità dei partecipanti al confronto è emersa la necessità di mantenere l’unitarietà e l’integrità del territorio, senza vanificare tutto il lavoro “dal basso” che ha portato alla costituzione della Provincia, solo vent’anni fa.

Su queste linee guida si è infiammato il dibattito dei 38 sindaci intervenuti all’assemblea. Fortemente contrari al processo di riforma che si sta delineando alcuni rappresentanti dei comuni della Valsassina che hanno il timore che l’Area vasta non riesca a tener conto delle proprie specificità: “Siamo partiti dal concetto che il territorio della provincia non doveva essere toccato, anche se all’interno ci sono aree differenti – tuona il sindaco di Primaluna Mauro Artusi – . C’è una parte importante del territorio della provincia che ha caratteristiche completamente diverse da quelle di Monza, perché dobbiamo a prescindere andare nella direzione intrapresa dal resto della provincia? Noi siamo per costituire un’area vasta montana, oppure andare con Como dove ci sono tante realtà come la nostra e per questo voterò contro”. Se il sindaco della vicina Introbio strizza l’occhio ad Artusi, il sindaco valsassinese di Pasturo Guido Agostoni cerca di portare il discorso su altri binari: “Mi appassiona meno il dibattito sul ‘con chi andiamo’, ma mi interessa cosa c’è nell’Area vasta. È ovvio che se l’area è vasta non è omogenea e non mi dà grosse preoccupazioni unire il nostro territorio con quello di Monza, ma certo vanno salvate al suo interno le Zone omogenee. Anche il ruolo delle comunità montane all’interno delle Aree vaste deve essere chiarito e ridefinito, eliminando tutte le ambiguità che le hanno caratterizzate in questi anni”.

Toni ottimisti anche da Casatenovo: “Dobbiamo lavorare su questo strumento che sono le Zone omogenee – insiste il sindaco Galbiati – che non vale la pena siano troppo frammentate. Abbiamo uno dei migliori piani provinciali della regione e questo la dice molto sull’omogeneità territoriale”. E anche il sindaco di Carenno sottolinea come sia importante “garantire l’unitarietà del territorio di Lecco all’interno della nuova organizzazione per valorizzare il lavoro che è stato fatto, senza perdere di vista i temi fondamentali: servizi e risorse finanziarie”. Voce fuori dal coro quella di Pigazzini: gli altri comuni della Valle San Martino infatti, hanno in mente una direzione ben diversa: andare con Bergamo.

polano e segretario provinciale“Non dobbiamo subire questa scelta – esorta il presidente dell’assemblea Flavio Polano – ma dobbiamo decidere ed essere propositivi: per questo chiedo che si crei un tavolo di lavoro, composto da un rappresentante per ognuno dei sette distretti della provincia (Lecco, Casate, Oggiono, Valle San Martino, Valsassina, Lario orientale e Merate) che lavori con i tre consiglieri provinciali che si sono proposti sul tema delle Zone omogenee. La storia dei vent’anni della nostra provincia ha dimostrato che le nostre diversità sono una ricchezza, un esempio ne è l’esperienza degli ambiti sociali (composti da 26-30 comuni) è un sistema che funziona da anni e da cui tutti noi ne traiamo beneficio”.

A chiudere il dibattito prima del voto è il consigliere Mauro Piazza: “Noi partivamo da una situazione di particolare debolezza per il fatto di essere recenti e per avere una naturale vocazione ad essere aggregati ad un partner più grosso. Il documento elaborato ha tenuto conto degli imput arrivati dall’assemblea dei sindaci come quello sull’unitarietà del territorio, indicazione arrivata anche dalle associazioni di categoria e dal mondo del lavoro in generale. Sono emerse una serie di istanze come quella della Valle San Martino e dei comuni della Valsassina, che vanno ascoltate con maggiore attenzione e forse la Zone omogenea è proprio l’elemento che può superare le difficoltà sottolineate”.

Alla votazione, che verrà verbalizzata come presa d’atto dal momento che è mancato il numero legale degli aventi diritto al voto, la maggior parte dei sindaci si è espressa a favore di questo documento. Contrari, come annunciato, i rappresentati di Introbio, Cortenova e Primaluna; astenuti: Valgreghentino, Mandello, Costa Masnaga, Dolzago, Barzago, Molteno, Calolzio, Erve e Ello.

 Manuela Valsecchi

 

 

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