ARRESTATA IN ISRAELE:
IL RACCONTO DI UNA CANTURINA
ALL’AEROPORTO DI TEL AVIV

silvia middleCANTÙ – A una giovane canturina è stato negato il visto di ingresso per lo Stato d’Isreale e successivamente è stata portata nelle carceri di Tel Aviv prima di essere rispedita a casa.

Ecco il suo racconto.

Sono carichissima, felicissima, mi sento anche bellissima, fortunatissima e tantissime altre cose che finiscono in issima perché sto per tornare in Palestina. Una settimana e tantissimi amici da abbracciare, un intero campo profughi da salutare, una laurea e un compleanno da festeggiare, un pieno di sorrisi all’asilo, incontrare finalmente degli amici che erano in carcere, poter ricevere un’importante chiamata dal carcere, insomma mi aspetta una settimana pienissima ma riuscirò a fare tutto!

E’ l’11 febbraio, salgo sul mio volo per Tel Aviv e alle 7 puntuale decolla. 4 ore di volo tra sonno e ansia da visto, perché in Israele non si è ben accetti e tanto meno si può essere liberi di andare dove si vuole ed avere gli amici che si vuole, anzi per loro la Palestina non esiste.
Atterro in anticipo alle 11.30, con il mio zainetto e un sorrisone mi metto in coda agli sportelli per richiedere il visto.
“Sei già stata qua?”
“Si” rispondo io, inutile mentire!

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