ASSOCIAZIONI ALPINISTICHE/3
COL DIFFICILE DOPO-CASSIN
SI CHIUDE LA NOSTRA INCHIESTA

LECCO – Terza ed ultima parte della pubblicazione del lungo contributo fornitoci da un “addetto ai lavori”, autore di un denso e dettagliato articolo sulla storia delle realtà alpinistiche all’ombra di Grigna e Resegone.

Nelle prime puntate (1 e 2) abbiamo affrontato la spaccatura del CAI e la successiva nascita e rinascita di vari soggetti del settore, tra contrasti e forti aspirazioni. Concludiamo questa “inchiesta” venendo ai giorni nostri ed in particolare al crinale segnato dalla scomparsa della figura di maggiore rilievo per il movimento lecchese.

Torniamo per un momento a quello che è stato uno dei fili conduttori di questa storia, Riccardo Cassin: egli, dopo aver dedicato la sua vita alla montagna, muore nel 2009 all’età di cento anni. La tutela, la conservazione e la valorizzazione della memoria del grande alpinista e del suo patrimonio alpinistico e culturale vengono affidate alla Fondazione Riccardo Cassin – un’organizzazione privata – e né i Ragni né i Gamma colgono la triste ma inevitabile occasione di collaborare per mantenere vivo il ricordo di uno dei più grandi personaggi che Lecco abbia mai avuto.

È ancora sotto il profilo culturale che ai due gruppi è offerta una nuova chance di pacificazione, se così si può dire. Nel 2013 con il patrocinio del Comune di Lecco viene fondata A.C.A.L. – l’associazione culturale alpinistica lecchese – a cui aderiscono le sette principale associazioni lecchesi legate alla montagna: il Gruppo Ragni della Grignetta, il Gruppo Gamma, la U.O.E.I., la sezione “Riccardo Cassin” del CAI, la Fondazione Riccardo Cassin, l’Associazione Proletari Escursionisti (A.P.E.) e la Società Escursionisti Lecchesi (S.E.L.). Le finalità della nuova associazione sono tante e condivisibili: promuovere la pratica e la cultura dell’alpinismo; tutelare, conservare e diffondere l’eredità morale, intellettuale e materiale lasciata dagli alpinisti legati al nostro territorio; contribuire alla vita culturale della città con iniziative ispirate all’alpinismo; promuovere la ricerca e lo studio della storia dell’alpinismo. Era anche previsto che venisse istituito e gestito un museo dell’alpinismo lecchese e l’allestimento di un Polo Culturale dell’Alpinismo presso il Palazzo delle Paure.

Un paio di anni dall’enunciazione di questi principi a cui ispirarsi sono passati, in cosa si sono tradotti? Verrebbe da pensare in nulla di fatto. Le iniziative promosse dall’associazione sono poche e nessuna di ampio respiro, del museo non c’è traccia, il polo culturale risulta tutt’ora in allestimento. Ma la cosa più grave è che gli accordi siglati da tutte le parti prevedono che con la nascita di A.C.A.L. tutti i fondi pubblici stanziati per la promozione della cultura alpinistica, siano destinabili solo a questa associazione e non più ai singoli gruppi, negando di fatto ad essi la possibilità di organizzare iniziative alternative in maniera autonoma. Per la nostra città questo non è uno smacco di poco conto, dal momento che il Gruppo Gamma aveva nel tempo consolidato una tradizione di successo in merito, organizzando annualmente cicli di conferenze che hanno portato a Lecco personaggi di fama internazionale, legati al mondo dell’alpinismo, dell’arrampicata, delle salite su ghiaccio, delle competizioni sportive e anche del free-solo.

Insomma pare che l’unificazione o anche solo la collaborazione tra le varie realtà associazionistiche lecchesi legate al mondo della montagna e dell’arrampicata sia proprio un’impresa, ancor più ardua di quelle alpinistiche compiute da Cassin, Mauri e Ferrari; se questa molteplicità sia un limite o una ricchezza, sta ai vari gruppi dimostrarlo.

> LA PRIMA PUNTATA   > LA SECONDA PARTE

GRIGNETTA CON ASSOCIAZIONI

 

 

 

 

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