BANCA ETRURIA/IL LECCHESE
ALBERTO BONAITI “NELLE INDAGINI
PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA”

bonaiti-banca-lecchese-etruriaAREZZO – L’avvocato Alberto Bonaiti, già presidente della Banca Lecchese e fino al 2013 nel consiglio d’amministrazione della Banca Popolare d’Etruria e del Lazio, sarebbe tra i professionisti accusati del crac di Banca Etruria.

Lo afferma il quotidiano La Nazione. Notificati stamane gli avvisi di chiusura indagine a 22 ex amministratori ed ex consiglieri della banca toscana, tra i quali molti pezzi grossi. “L’accusa per tutti è di bancarotta fraudolenta. Ed è solo la parte iniziale delll’inchiesta, quella che comunque racchiude alcune delle ipotesi di distrazione patrimoniali più grosse” specifica il quotidiano del Centro Italia.

“I destinatari degli avvisi di garanzia sono alcuni dei dirigenti che hanno messo mano ai finanziamenti e soprattutto gli amministratori che li hanno votati negli organi deliberativi” si legge sulle pagine del giornale fiorentino. “Tra loro due ex presidenti, Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi, l’ex direttore generale Luca Bronchi, due ex vicepresidenti, Giorgio Natalino Guerrini e Giovanni Inghirami, alcuni nomi eccellenti dell’imprenditoria aretina come Laura Del Tongo e Andrea Orilandi, ex consiglieri di amministrazione, un notaio di fama come Giovan Battista Cirianni, anche lui ex Cda”.

“I destinatari degli avvisi di chiusura indagine sono: Federico Silvestro Baiocchi, Sergio Bertani, Alberto Bonaiti, Luigi Bonollo, Ugo Borgheresi, Luca Bronchi, Piero Burzi, Giovan Battista Cirianni, Giampaolo Crenca, Laura Del Tongo, Enrico Fazzini, Augusto Federici, Giuseppe Fornasari, Paolo Luigi Fumi, Giorgio Natalino Guerrini, Giovanni Inghirami, Carlo Maggiore, Andrea Orlandi, Carlo Platania, Alberto Rigotti, Lorenzo Rosi e Rossano Soldini”.

 

 

 

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