BIBLIOTECA DI LECCO/LE ACQUE INIZIANO A MUOVERSI?

biblio lecco esternoLECCO – La Biblioteca Civica “Uberto Pozzoli” è da ormai troppo tempo ignorata dall’amministrazione comunale. Lo stato di degrado delle zone adiacenti alla biblioteca da anni impedisce agli utenti di usufruire di un luogo culturale e di studio importante per ogni cittadino. Chiediamo in qualità di fruitori che il servizio pubblico inizi davvero ad essere garantito con l’impegno e la serietà che una biblioteca meriterebbe: controllo regolare del parco adiacente da parte delle forze dell’ordine, sorveglianza degli accessi e vigilanza nelle sale per garantire silenzio, ordine e rispetto di tutti.

Con questo appello pubblicato sull’importante portale ad hoc Change.org Samantha e Cecilia, due fruitrici della biblioteca di Lecco, hanno dato forza a lamentele e disagi che si protraevano ormai da mesi. L’iniziativa non è passata inosservata e l’amministrazione in pochi giorni ha reagito alla petizione.

Questa mattina le promotrici della raccolta firme hanno infatti incontrato l’assessore alla Cultura e Politiche giovanili Michele Tavola, insieme a Giovanna Esposito, dirigente settore Educazione, Scuola e Cultura, e Giovanna Ravasi, direttrice dei servizi bibliotecari.

“Per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza – riferiscono le ragazze – il problema era già tra le priorità della dirigenza da tempo, anche grazie a segnalazioni di altri utenti. L’assessore Tavola ha inoltre spiegato che da fine gennaio è già attivo un piano apposito che ha stabilito la presenza quotidiana ed incisiva per un paio di settimane delle forze dell’ordine nel parco che circonda la biblioteca, e che si è confermato nel tempo con controlli quotidiani ad effetto-sorpresa.”

Durante l’incontro l’assessore ha inoltre motivato le ragioni per le quali si è scelto di non divulgare comunicati o informazioni specifiche a riguardo sebbene le forze di Polizia agiscono tuttora creando report interni sull’andamento della situazione. Il piano di sicurezza adottato ha come scopo trasformare l’idea della biblioteca come luogo controllato, il tutto supportato da controlli su documenti ed eventuali problemi pregressi dei soggetti colti in stato di ubriachezza.

“In questo senso abbiamo avuto modo di discutere del codice penale – proseguono Cecilia e Samantha – che prevede l’intervento delle forze dell’ordine solo qualora il soggetto venga colto “sul fatto”, ci sono stati inoltre segnalati alcuni casi di fogli di via attuabili però appunto soltanto nel caso in cui il reato contestabile avvenga in presenza degli agenti.”

Per quel che riguarda lo spaccio o l’utilizzo di sostanze stupefacenti il personale della biblioteca (solito avvertire tempestivamente la polizia) invita tutti i cittadini a collaborare con le autorità proprio per poter favorire il pronto intervento delle forze dell’ordine.

Il confronto è proseguito affrontando nel dettaglio altre tematiche suggerite dai sottoscrittori della petizione. “Circa una possibile estensione degli orari di accesso al pubblico i responsabili ci hanno riferito che attualmente l’apertura della biblioteca è vincolata in termini orari per carenza di fondi. Nel cambiare l’orario, qualche anno fa, sono stati comunque tenuti in considerazione i flussi di accesso. La direzione ricorda inoltre che la biblioteca è aperta con orario continuato ogni giorno da lunedì a venerdì, mentre per il prestito l’apertura pomeridiana si è anticipata alle ore 12.30 mantenendo tuttavia solo due mattine di apertura. L’obiettivo è sì quello di ampliare ulteriormente il servizio, che tuttavia attualmente è in stallo a causa del piano economico comunale.”

Sul servizio svolto dalle telecamere, installate nel 2014, queste riprendono come tutte le telecamere sul suolo comunale, 24 ore su 24. Sono collegate direttamente con la centrale di controllo della Polizia Municipale che ne conserva anche le registrazioni. Pertanto qualora si verificassero atti illeciti la Polizia stessa potrà utilizzare i materiali per le indagini. La segnalazione di attività illecite risulta comunque importante poiché i soggetti purtroppo conoscono la posizione delle telecamere.

Molte le richieste di delucidazione sull’uso dei computer di uso pubblico. I terminali presenti in biblioteca sono regolati da una normativa di utilizzo. Sono infatti garantiti 30 minuti di utilizzo giornalieri fino ad un massimo di 90 minuti settimanali, questi minuti devono essere prenotati e la persona deve presentarsi al banco nell’orario richiesto per usufruirne. Esiste inoltre un pc per le ricerche urgenti, in uso ad un addetto del personale per il quale la richiesta va presentata appunto specificando l’urgenza. Ricordando a tutti che è presente una rete wi-fi libera la direttrice invita gli utenti a consultare il volantino con l’intera normativa disponibile al banco informazioni del piano terra.

“Abbiamo infine mosso la proposta di un servizio di sicurezza gestito da guardie formate – concludono Samantha e Cecilia -, ed i responsabili si sono resi disponibili ed attenti per consigli su come poter risolvere la situazione. In attesa di un appuntamento con l’assessore alle politiche sociali e con le Forze dell’Ordine, cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro i quali hanno sottoscritto il nostro appello e ricordiamo che la raccolta firme non si interrompe, la biblioteca deve diventare al più presto un luogo idoneo e sicuro per tutti e che soltanto continuando a portare l’attenzione delle cariche pubbliche sul problema si potrà avere il cambiamento tanto sperato. Per qualsiasi dubbio, idea, chiarimento potete scrivere sia alla direzione della biblioteca all’indirizzo e-mail biblioteca@comune.lecco.it sia a Cecilia Zambelli all’indirizzo cecilia.penelope.zambelli@gmail.com.”

C. C.

 

 

Pubblicato in: Cultura, Giovani, Città, News Tags: 

Condividi questo articolo

Articoli correlati