“BOCCA DI ROSA” A CALOLZIO: INSULTATA E MINACCIATA,
VA DAL GIUDICE. E VINCE

BOCCA DI ROSACALOLZIOCORTE – Come nella celebre canzone di De Andrè, con una bellezza che nel paese “si tirò addosso l’ira funesta” delle donne del posto, a Calolzio una 28enne brasiliana che per il suo aspetto avvenente avrebbe fatto girare la testa ai residenti maschi delle case ALER è stata insultata e minacciata. Ma nel 2013 nel Lecchese, anziché arrivare “quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi” a cacciare l’appariscente bellezza, quest’ultima si è trasferita di suo – ma si è pure rivolta ad un avvocato e ha trascinato davanti al giudice di pace chi non gradiva la sua presenza. Vincendo la causa.

La signora I.D.A., che risiede nelle case popolari calziesi, è stata infatti condannata a 300 euro di multa oltre al risarcimento della vittima in sede civile per i danni d’immagine. I fatti sono avvenuti nel 2010.

Il giudice di pace Nicoletta Cossio ha dunque dato ragione alla brasiliana, condannando l’accusata che, in diverse occasioni, l’avrebbe insultata invitandola a “vestirsi in modo adeguato quando usciva di casa”.  Difesa dall’avvocato Sonia Bova, l’ex abitante delle residenze ALER si è detta “molto soddisfatta per la sentenza”. Ora si attende il deposito della sentenza e l’eventuale ricorso della signora I.D.A..

Una storia tutta al femminile, con il mondo degli uomini sullo sfondo; donne le “contendenti”, dello stesso sesso gli avvocati di entrambe e a dare ragioni e torti un giudice a sua volta donna.

 

 

 

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