CALOLZIO, LA LEGA: “SALA CIVICA: GIÙ LE MANI DAL PROF. MIGLIO”

CALOLZIOCORTE – “Pare che Sindaco e Giunta comunale di Calolziocorte siano favorevoli a cancellare dalla sala civica comunale il nome del professor Gianfranco Miglio. Speriamo che questo non succeda davvero”. Così la Lega Nord di Calolziocorte in merito alle voci che in questi giorni si susseguono sull’ipotesi di cambiare intitolazione alla sala.

“La Lega Nord, in diciotto anni di guida dell’Amministrazione calolziese, non si è mai permessa di cancellare Via Togliatti, Via Nenni o Parco Gramsci, intestati a personaggi di spicco del Partito Comunista e della sinistra in genere”, proseguono gli esponenti del Carroccio, guidati dal senatore Paolo Arrigoni, già sindaco di Calolziocorte, e dal capogruppo in Consiglio comunale Marco Ghezzi, che aggiungono: “Inoltre, per rispetto di tutti i Calolziesi, non abbiamo mai imposto intitolazioni come Via dell’Indipendenza, Via Lega Lombarda o persino Piazza Padania”.

Considerare l’intitolazione della Sala civica a Gianfranco Miglio, avvenuta nel 2002 su iniziativa della Giunta Avogadri, come un omaggio ad un rappresentante della Lega Nord significa mistificare la realtà e offendere la figura dell’illustre professore e studioso riconosciuto a livello internazionale che peraltro avvicinatosi alla politica attiva solo a fine carriera – dopo una forte vicinanza al Carroccio – aveva poi fondato un partito autonomo federalista.

MIGLIO TARGA SALA CALOLZIOQuanto a don Achille Bolis – di cui proprio oggi si chiudono le celebrazioni a 70 anni di distanza dalla sua uccisione, avvenuta il 23 febbraio 1944 nel carcere di San Vittore – “la Lega Nord di Calolziocorte lo riconosce come figura simbolo e di esempio per la nostra città. Per questo motivo, nonostante al compianto Arciprete calolziese fosse già stata intitolata una via nell’immediato dopoguerra, la Giunta Arrigoni il 29 novembre 2008 ha voluto dedicare alla sua memoria pure la sede del Centro Sociale Anziani, in occasione dell’inaugurazione dell’ampliamento: una giornata di festa per l’intera Cittadinanza che speriamo nessuno abbia già dimenticato. Inoltre, in ambito parrocchiale, dal 1991 porta il suo nome anche la Casa della Comunità e pure la Filarmonica di recente istituzione”.

“Se l’amministrazione Valsecchi, dietro impulso dell’ANPI, vuole tributare un’ulteriore riconoscimento a don Achille Bolis non ci sono problemi da parte nostra – concludono Arrigoni e Ghezzi – Ci permettiamo però di suggerire altre sedi, come la Casa delle Associazioni, che non è ancora intitolata, o un plesso scolastico. Fare altrimenti significherebbe distruggere e mancare di rispetto in chiave strumentale alla storia, alla memoria e alle idee di un uomo che avrebbe molto da dire anche oggi, e, soprattutto, trascinare di nuovo l’Arciprete nell’arena delle contrapposizioni politico-ideologiche di cui fu purtroppo vittima già settant’anni orsono”.

 

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