“CAMBIANO CIELO, NON ANIMO…”
IL MARINAIO INCONTRA A CALOLZIO
DUE MIGRANTI SALVATI A GIUGNO

lezioni di italiano_il gabbiano_immigrazione_calolzio_settembre2017CALOLZIOCORTE – Al di là dei numeri, dei costi e delle polemiche a cui spesso viene ridotto il dibattito sul tema dell’immigrazione, ci sono le persone e lo loro storie. E a volte queste storie si incrociano, come è successo a Taofeek e Hassan, due ragazzi provenienti rispettivamente dalla Nigeria e dal Niger, che sono stati salvati nel Mediterraneo lo scorso giugno dalla Golfo Azzurro, la nave della Ong spagnola Proactiva open arms, a bordo della quale opera il calolziese Riccardo Gatti, che solo una decina di giorni fa è intervenuto ad una serata organizzata dall’Altra via, Arci Spazio Condiviso e Qui Lecco Libera per raccontare la sua esperienza.

Iniziative per approfondire questo tema, attuale e delicato, non vengono proposte solo ai cittadini lecchesi, ma anche agli stessi migranti: ogni mercoledì mattina a Calolzio infatti la comunità Il Gabbiano propone ai suoi ospiti del centro di accoglienza un momento di condivisione e riflessione che accompagna le lezioni di italiano. Ad uno di questi incontri ha partecipato anche Nicola, volontario di Proactiva che nel mese di giugno è partito con la Golfo Azzurro, e proprio qui è stato riconosciuto da Taofeek e Hassan: “Noi ci ricordiamo di te, a giugno ci hai salvati, ci hai tirati fuori dalla barca!”.

riccardo gatti_gabbiano_settembre2017Approfittando quindi della presenza di Gatti, anche lui il giorno dopo si è recato nell’appartamento dove vivono i due ragazzi per rivederli dopo il primo concitato incontro in mare: “Per me è stata un’esperienza molto emozionante – ci racconta il marinaio – ho visto la mia stessa sorpresa e il mio stesso sorriso sulla sua faccia quando ci siamo incontrati (dei due c’era solo uno, l’altro era a pregare). Ha un sapore speciale sapere che persone da noi soccorse sono adesso nel Paese dove sono nato e cresciuto, dà il senso a ciò che facciamo e per cui lottiamo. Io so che Calolziocorte e tutto il circondario potranno dare delle possibilità di crescita anche a loro, sono un po’ anche tornato indietro nel tempo ricordando quando ho lavorato come educatore in un centro di accoglienza per minorenni immigrati. So purtroppo che la loro strada non finisce lì, che si troveranno davanti molte difficoltà e che spesso avranno bisogno di appoggio, però ora per lo meno nessuno gli spara addosso e possono poter aver almeno in parte le stesse possibilità di tutti noi”.

“Occuparsi delle persone, soprattutto di quelle che hanno storie difficili e vicende umane complesse alle spalle, non è mai semplice. Però, il bello di questo lavoro, sta in episodi come questo, momenti in cui tutto sembra combaciare e trovare un suo ordine” commenta Carola Molteni, responsabile dell’Area migranti della comunità Il Gabbiano onlus.

Manuela Valsecchi

 

 

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