CARTA VETRATA/”LA SCIURA STOPPANI COL SACCHETTO
DELLA SPESA”

LECCO – Da venerdì scorso al Palazzo delle Paure è esposta una marchetta culturale spacciata per dono. Nessuno ve lo dice, né l’assessore alla Cultura Tavola, capace di far passare per arte sopraffina e impareggiabile anche una crosta di pane basti che sia lui a promuoverla, né i dirigenti del Comune che passano con la stessa disinvoltura dalla sovrintendenza di quadri ai piatti caldi della mensa.

La marchetta spacciata per dono che oggi si materializza a Palazzo ha preso forma già a luglio, il 12 luglio, con la delibera di Giunta comunale n. 102.

http://www.comune.lecco.it/resources/docinf/N13c1eb4150a1870e58c/N13c1eb4150a1870e58c/N._102_del_15.7.2013_donazioni_opere_arte.pdf

Nella sostanza è ciò: ti faccio dono di un’opera già in mio possesso – dal valore nemmeno elevato (5.000 euro) – in cambio tu mi lasci mettere il mio logo a destra e a manca e dei volantini pubblicitari pure nel tuo Museo più importante. Una normalissima sponsorizzazione, di una fattispecie vicina a quella tecnica.

http://redazionaleweb.comune.lecco.it/preview/resources/news/N141e989c1449613e568/N141e989c1449613e568/Copia_di_lucia_stoppani_1bassa_senza_cornice.JPG?siteBean=n200574E’ quello che è avvenuto con la “donazione”, da parte di una catena di supermercati, del dipinto di Giovanni Battista Tagliaferri, raffigurante la mamma di Antonio Stoppani, del 1889, di cui era nipote.

Un’opera che fa pendant con quella già presente e dello stesso autore, esposta abitualmente nella sala Consiliare raffigurante l’abate Antonio Stoppani e che, per l’occasione, si può ammirare fino a la 5 gennaio prossimo al Palazzo delle Paure.

Capiamo che la pubblicità è l’anima del commercio ed è difficile pretendere che la beneficenza, le donazioni, siano anonime da vangelica prescrizione (la sinistra non sappia…), ma concordare come ha fatto il Comune che a fronte di questa “donazione” in cambio avrebbe messo il logo del supermercato su dépliant e tutti i materiali informativi nonché citato nei comunicati stampa e, non sufficiente, anche volantini (con le attività del Centro Commerciale) presso la biglietteria del Manzoni, par fin troppo.

In fondo, a ben pensarci, il giovin Manzoni, andava in piazzetta Era di Pescarenico a comprar il pesce e non al banco del fresco del supermercato solo perché ancora non c’era il supermercato. 

“La cessione vuole rappresentare la proficua collaborazione, nonché l’integrazione con il territorio cittadino, della ns. realtà”. Così scrive nella lettera di accompagnamento Marco Spinelli il direttore del Centro Commerciale Meridiana di Lecco.

Le cose van chiamate invece con il loro nome. Non è una donazione, “una cessione gratuita”, quella avvenuta, perché sono per antonomasia gratuite. 

Qui c’è un’azione di marketing, per l’amor del cielo sacrosanta, ma non possiamo chiamarla dono. La donazione prevede che il valore vada in una sola direzione, qui invece c’è anche una contropartita in visibilità, che sul mercato di solito ha un prezzo.

Si suggerisce per far diventare ancor più profittevole la donazione di trasformare quell’opera di oltre 120 anni in un’opera per la nuova Galleria d’Arte Contemporanea applicandogli un moderno “stencil alla banksy”. La dolce Sciura Stoppani con in mano un sacchetto della spesa come una casalinga moderna.

Io, se fossi stato il Sindaco, per tutta quella pubblicità e loghi sparsi in giro richiesti dal donatore ne avrei domandati almeno due di quei quadri del Tagliaferri

Ma son certo che ci sta pensando. Ed ora…. pubblicità.

C. V.

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