CATASTROFE DI ANNONE:
TEMPI LUNGHI NELLE INDAGINI
MA SI DEVE ANDARE AVANTI

ponte-annone-crollo-3ANNONE BRIANZA – “A poco più di un mese quello che colpisce di più è la velocità con cui tutto sia stato metabolizzato. Almeno apparentemente. Le auto continuano a passare a migliaia da quel punto della Super 36 come prima del crollo. E ogni giorno continuano a passare nonostante quel cavalcavia non ci sia più, come portato via da una mano invisibile. Anche una tragedia di quella portata è stata in qualche modo normalizzata perché succede così anche dopo la più immane delle catastrofi: si deve andare avanti”.

È Andrea Morleo sul numero odierno de Il Giorno a fare il punto sugli sviluppi del crollo del cavalcavia di Annone, e a riproporre le questioni irrisolte a cui le inchieste dovranno dare una risposta.

“Perché nessuno ha mai controllato lo stato di salute di quel cavalcavia? Perché nessuno quel maledetto 28 ottobre ha provveduto a chiudere al transito la Super 36 subito dopo le prime segnalazioni di crolli di calcinacci? E perché si è consentito il transito di un camion di oltre cento tonnellate sulla strada provinciale che collega Annone a Bosisio Parini? Chi avrebbe dovuto evitare che quella campata cedesse di schianto sull’Audi bianca di Claudio Bertini?

Se la quotidianità è ritornata a fare il suo corso, le domande restano nell’aria e attendono una risposta. Le eventuali attribuzioni di responsabilità sono affidate da una parte all’inchiesta della Procura di Lecco, dall’altra a quella voluta dal ministro delle Infrastrutture Delrio.

L’articolo completo è in edicola con l’edizione lecchese de Il Giorno

 

 

 

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