CONFINDUSTRIA: MODESTI SEGNALI DI MIGLIORAMENTO A FINE 2013

grafico economiaLECCO – Il Centro Studi di Confindustria Lecco e Unindustria Como hanno elaborato i dati dell’Osservatorio Congiunturale sul secondo semestre 2013 esaminando, a fianco degli indicatori legati alla domanda, all’attività produttiva e al fatturato, anche gli aspetti riguardanti i rapporti con gli Istituti di credito e l’andamento dello scenario occupazionale.

I sei mesi finali del 2013 mostrano per le aziende di entrambi i territori diverse evoluzioni in base all’orizzonte temporale considerato. Sul versante tendenziale, cioè rispetto alla seconda metà del 2012, i dati risultano positivi, con maggiore enfasi per l’attività produttiva (+4,3%) e il fatturato (+3,2%). La congiuntura con il semestre gennaio-giugno 2013 rivela invece una riduzione della domanda (-2,4%), da un lato, e, dall’altro, una stabilità nei livelli di attività produttiva (+0,8%) e di fatturato, che non segnala variazioni.

Le previsioni sulla prima metà del 2014 sono positive per i tre indicatori esaminati (in media +1,9%).
In linea generale, lo scenario mostra alcuni modesti elementi di miglioramento rispetto a quanto riscontrato per il precedente semestre; sussistono tuttavia rilevanti differenze a carattere dimensionale e a livello settoriale.

Continuano peraltro a manifestarsi criticità legate alla stagnazione del mercato nazionale, all’inasprimento delle condizioni nel rapporto tra le imprese e gli Istituti di credito ed allo scenario occupazionale.

EVOLUZIONE DELLA DOMANDA
L’indicatore relativo agli ordini delle imprese dei due territori mostra una
decelerazione sul versante congiunturale, mentre risulta pressoché invariato a livello
tendenziale.
Il raffronto con la prima metà del 2013 (durante la quale era stato riscontrato un
incremento del +2,2% rispetto ai sei mesi finali del 2012) mostra una contrazione del
2,4%, dato al ribasso rispetto alle previsioni formulate in occasione della precedente
edizione dell’Osservatorio (-0,6%).
La variazione rispetto al semestre luglio-dicembre 2012 si attesta a +0,1%.
Le dinamiche analizzate non sembrano essere particolarmente influenzate da fenomeni
di stagionalità che interessano solo il 17,2% del campione.
Le aspettative per i primi sei mesi del 2014 rivelano un possibile cambio di tendenza,
attestandosi al +2,4%.
Lo scenario per le aziende di Lecco conferma il rallentamento rispetto ai primi sei mesi
dell’anno riscontrato a livello congiunto, con un dato che si attesta al -7,7%.
In lieve contrazione anche la variazione sul versante tendenziale che risulta pari a -0,8%
rispetto al corrispondente semestre 2012.
Per contro, le previsioni per la prima metà del 2014 si attestano a +4,1%, prefigurando
quindi un recupero solo parziale e ancora molto lontano dai livelli pre-crisi.
“I dati che emergono dall’Osservatorio – commenta il Presidente di Confindustria Lecco,
Giovanni Maggi – confermano il persistere dello scenario di difficoltà nel quale le
aziende del territorio si trovano ad operare, con una gravità maggiore legata al mercato
interno che risulta pressoché stagnante. Per quanto ci siano alcuni piccoli segnali positivi,
alcuni dei quali emergono anche dalla nostra indagine, come spesso sottolineato dal
Presidente nazionale Giorgio Squinzi il nostro Paese è ben lontano dal vero recupero, che
sarà possibile solo a condizione che vengano attuate serie riforme strutturali.
“Anche il leggero aumento previsto per la domanda che l’indagine ha registrato, infatti,
non coincide certamente con un aumento dei margini – continua Giovanni Maggi.
Siamo ancora estremamente preoccupati per la congiuntura economica e questo è un
ulteriore elemento critico, poiché riduzione dei margini significa evidentemente blocco
degli investimenti”.

ATTIVITA’ PRODUTTIVA
L’attività produttiva delle imprese di Lecco e Como mostra, rispetto al corrispondente
semestre 2012, una variazione tendenziale del +4,3%; mentre sul fronte congiunturale
emerge un +0,8% rispetto a luglio-dicembre 2013, dato che risulta leggermente migliore
rispetto alle previsioni precedentemente formulate (-0,4%). Le aspettative sui primi sei
mesi del 2014 si attestano a +2,7%.
La capacità produttiva mediamente utilizzata dalle imprese del campione si attesta al
71,1%, in miglioramento rispetto al tasso registrato per il primo semestre dell’anno (in
media 64,8% tra gennaio e giugno 2013).
Le produzioni non realizzate internamente ma affidate a soggetti terzi contribuiscono per
oltre il 25% e, in prevalenza, riguardano subfornitori operanti entro i confini nazionali.
Nonostante il positivo incremento, il dato conferma l’evidente divario che ancora esiste
rispetto ai livelli pre-crisi.
Nel caso delle imprese sino a 50 occupati si riscontra un minor utilizzo degli impianti
(64,9%) mentre per le imprese di medie dimensioni la capacità è maggiormente
sfruttata e si attesta al 76,4%.
Anche a livello settoriale, emergono differenze: si passa infatti da un tasso medio del
76% nel caso delle imprese metalmeccaniche al 74,1% delle realtà tessili, sino al 66,9%
delle imprese degli altri settori.
Nel lecchese l’indicatore associato alla capacità produttiva risulta positivo sul versante
tendenziale mentre mostra un rallentamento a livello congiunturale. Il raffronto con la
seconda metà del 2012 si attesta a +2,8%, mentre la variazione rispetto al primo
semestre 2013 si chiude a -3,5%, dato che non disattende le ipotesi al ribasso (-1,8%)
formulate con la precedente edizione dell’Osservatorio.
Le previsioni sui primi sei mesi dell’anno si attestano a +4,3%.
L’analisi della capacità produttiva mediamente impiegata risulta pari al 75,9%, in crescita
rispetto a quanto rilevato per il periodo gennaio-giugno 2013 (68,5%).
Il ricorso a pratiche di outsourcing produttivo contribuisce per un ulteriore 16% circa e in
due casi su tre riguarda aziende italiane.
EVOLUZIONE DEL FATTURATO
Il fatturato per le imprese delle due province non rivela particolari cambiamenti e
risulta in linea con l’andamento già riscontrato per l’attività produttiva.
Rispetto al secondo semestre del 2012 si registra un +3,2%, grazie soprattutto
all’incremento registrato nei primi sei mesi dell’anno. Nel confronto congiunturale con la
prima parte dell’anno non si hanno invece variazioni.
Le vendite nel trimestre ottobre-dicembre all’interno dei confini nazionali risultano
statiche; circa il 45% del campione ha infatti indicato di aver riscontrato stabilità nelle
vendite in Italia, mentre i giudizi di crescita (29,6%) e di diminuzione (25,8%) tendono a
bilanciarsi.
Si riscontra uno scenario migliore, invece, per le vendite all’estero, per le quali le
indicazioni di aumento (38,2%) superano quelle negative (31,1%), con una stabilità che
riguarda circa un’impresa su tre.
Per i primi sei mesi del 2014 non si prevedono particolari variazioni: le aziende
prevedono un lieve incremento, comunque inferiore al punto percentuale (0,6%).
“In provincia di Lecco il crollo della domanda interna ha pesato molto sulle imprese –
commenta il Presidente Maggi. Questi dati, che provengono dal nostro territorio ma che
sono riscontrabili ovunque in Italia, dovrebbero far riflettere chi ci governa e chi prende
le decisioni, tanto a Roma quanto a Bruxelles. Se non mettiamo le persone in condizione
di spendere, l’economia non vedrà la ripresa. Le nostre aziende riescono ad andare
avanti grazie all’export che, peraltro, nell’ultimo trimestre del 2013 non ha rivelato le
buone performance dei mesi precedenti.”

ANDAMENTO DEL CREDITO
Le aziende di Lecco e di Como continuano a segnalare difficoltà nei rapporti con gli
istituti di credito.
Nel secondo semestre, oltre il 25% del campione ha segnalato un peggioramento nelle
condizioni praticate sulle commissioni bancarie, sulle garanzie e sui tassi di interesse, a
fronte di un miglioramento indicato solamente nel 6,2% dei casi.
Si registra invece una forte stabilità circa la disponibilità ad espandere le linee di credito
esistenti o ad attivarne di nuove, come segnalato da oltre i due terzi del campione. In
questo caso, i giudizi di peggioramento (17,4%), pur essendo superiori, non si
discostano molto da quelli di miglioramento (12,3%).
Situazione pressoché identica anche per il lecchese, dove tuttavia si registra un minor
numero di aziende che hanno indicato un miglioramento nel corso dell’ultimo semestre,
sia in termini di commissioni, garanzie e tassi, sia in termini di espansione delle linee di
credito.
“Anche gli Istituti di credito – commenta Giovanni Maggi – sanno benissimo che se si
ferma l’industria si ferma tutto. Tale considerazione dovrebbe stimolarli a sostenere nel
miglior modo possibile il mondo produttivo: il dialogo è fondamentale per trovare
strategie condivise. È proprio a partire da questo dato che anche sul territorio stiamo
cercando di innescare un dialogo concreto e proficuo tra imprese e banche. Da soli infatti
non si va da nessuna parte: occorre l’impegno di tutti”.

LO SCENARIO OCCUPAZIONALE
Si continua a rilevare a livello occupazionale una situazione di generalizzata stabilità per
le imprese dei due territori e ad indicarlo è circa l’80% del campione. In questo
quadro, prevalgono i giudizi di diminuzione (11,9%) rispetto a quelli di aumento (8,4%),
ma il divario risulta sempre meno marcato. Non confermate dunque le previsioni
formulate nel corso della precedente edizione dell’Osservatorio, nella quale oltre il 25%
del campione indicava una contrazione.
Per la prima parte dell’anno le imprese non prevedono particolari cambiamenti ed anche
in questo caso prevalgono i giudizi di stabilita (72,5% del campione).
I dati per la provincia di Lecco non evidenziano differenze rispetto a quanto rilevato a
livello congiunto.
I dati sull’occupazione devono tener conto dell’andamento registrato dagli ammortizzatori
sociali. Il 2013 ha mostrato infatti un incremento dell’11,4% rispetto al 2012,
considerando il numero di dipendenti rapportati a zero ore, dell’utilizzo della cassa
integrazione straordinaria, della cassa in deroga e dei contratti di solidarietà.
In diminuzione invece il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, ridotta di circa il 19%.
“Nella seconda parte del 2013 abbiamo assistito ad un lieve miglioramento circa l’utilizzo
degli ammortizzatori sociali ordinari – segnala il Direttore di Confindustria Lecco, Giulio
Sirtori. I dati ovviamente devono essere analizzati considerando la grave situazione
registrata negli ultimi due anni, durante i quali molte aziende in difficoltà sono state
costrette a ricorrere a forme di cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Una seria
riforma del mercato del lavoro è indispensabile al Paese: tutti i nodi critici e
l’inadeguatezza dell’assetto attuale Confindustria li ha sottolineati da subito e non è
pensabile di procrastinare ulteriormente il momento di affrontarli”.

 

 

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