CORISTI E MUSICISTI FESTEGGIANO
LA PATRONA SANTA CECILIA.
A BALLABIO SINFONIA DI CANTI

santa cecilia e un angelo di orazio gentileschi e giovanni lanfranco nat gall washingtonBALLABIO – Con la giornata di ieri, 22 novembre, si sono conclusi per molte realtà musicali del nostro territorio, i festeggiamenti di Santa Cecilia, tra banchetti, messe cantate, pranzi, scambi di doni e lotterie. Ricercare nella storia della stessa festa diventa un modo per scoprire la natura di ogni località, perché ogni luogo la ricorda a modo suo, ognuno con una sua particolare dedizione. In fondo si tratta di vicende di una Santa così lontana nel tempo tanto da divenire brevi sfumature culturali, che molte fonti interpretano nei dati e nel significato.

Quello che basta alle formazioni musicali per dare vita a questa tradizionale festa è il voto di castità che Cecilia, secondo la leggenda, promise a se stessa e a Dio durante il giorno delle sue nozze combinate, e lo cantò, nel suo cuore, per poi sussurrarlo al compagno. Tempi duri per la storia e per le donne in modo particolare. Giovane e dopo poco già vedova. Scoperto il voto da una confessione del marito, costretto a parlare del segreto della moglie sotto torture mortali, Cecilia dovette affrontare giorni di tormenti. Ne tentarono l’annegamento e la decapitazione, ma sempre per la leggenda, sopravvisse a giornate di soprusi, riuscendo, prima di morire, a donare il suo palazzo di Trastevere al papato e alla Chiesa.

Estasi-di-Santa-Cecilia-di-Raffaello-Sanzio-Pinacoteca-nazionale-di-Bologna-629x1024Tra le innumerevoli rappresentazioni della Santa di cui la storia dell’arte è intrisa, ne ricordiamo due esemplari, entrambe italiane. Quella di Raffaello, “Estasi di Santa Cecilia” (a sinistra) conservata alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, nella quale la santa posa i piedi su un letto di strumenti in fase di restauro da bottega e mentre nel cielo un coro di sei angeli canta leggendo spartiti, lei regge tra le mani un organo portativo. Ai suoi piedi una viola da gamba in costruzione e diverse percussioni. E’ il dipinto che raccoglie tutti gli strumenti con cui Cecilia è di solito raffigurata nel tempo. Poi quella di Orazio Gentileschi e Giovanni Lanfranconi (in alto a destra) conservata alla National Gallery di Washington, un dolcissimo e fresco primo piano avvolto nell’armonia che Cecilia sta interpretando, mentre un angelo le sorregge la partitura, come fosse una lezione di musica celeste. Cecilia pare essere di fronte a un esemplare di organo positivo, molto diffuso in epoca barocca e di dimensioni tali da poter essere utilizzato e conservato in una dimora abituale.

Musica e canto quindi nella storia di un festeggiamento tra i più amati e che s’innesta profondamente nella storia della musica, delle arti visive e nelle vicende dei gruppi musicali. Così come è stato ieri per la corale maschile di Ballabio di Riccardo Invernizzi, I Vous de la Valgranda, che ha animato a Ballabio la S.Messa delle ore 11 nella chiesa della Beata Vergine Assunta e che ha continuato i festeggiamenti al ristorante, con numerosi canti e abbondanti portate di cibo. Tra gli invitati, in un divertente e conviviale clima, anche il direttore del coro Valsassina, Alessio Benedetti, e il presidente del coro Grigna, Ivan Piazza. Nella loro poetica, i cantori ballabiesi delle montagne, ricordano le parole di Mario Rigoni Stern quando diceva “Le foglie fremono al brivido del sole. Ed è una sinfonia di canti!”.

Michele Casadio

 

 

 

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