DA LECCO ALLA BASILICATA,
IL VIAGGIO PER UNA ROSA
FA TAPPA A IMMAGIMONDO

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LECCO – Chi ieri sera attorno alle 19.00 è passato dal Vespa Cafè di Lecco ha potuto prendere un aperitivo speciale, un “aperitivo per un buon motivo”. Il fortunato evento realizzato da Les Cultures nell’ambito del festival Quattro movimenti d’acqua è stato “riproposto anche all’interno di Immagimondo, accompagnando non (solo) il tema della sostenibilità ma quello del viaggio – spiega Silvia Tantardini, coordinatrice di Les Cultures – e ascoltare il racconto di viaggio che questa sera viene qui proposto è sicuramente un buon motivo”.

Ma non l’unico, un altro buon motivo per prendere questo aperitivo lo spiega Maria Lucia Sorgente, la proprietaria del bar, che oltre ad aver ospitato questo evento nel proprio locale, si è anche premurata di procurare dell’ottima materia prima per accompagnare vino e prosecco. “Ho invitato tre aziende agricole del nostro territorio perché potessero far conoscere i loro splendidi prodotti: Alessandro Crimella di Ballabio che ci offre i suoi salumi, la Cascina Bagaggera che ci farà assaggiare affettati e formaggi, e infine i Ciappesoni con i loro lattacini”.

immagimondo_aperitivo_buonmotivo2Ma dopo questo mini viaggio enogastronomico l’attenzione dei presenti è stata catturata dalla storia di tre amiche: “una storia interessante e poetica che Gina, Lia e Rita hanno vissuto e poi affidato a un manoscritto che qui per la prima volta ci presentano”, annuncia Tantardini.

Il viaggio che queste tre donne hanno compiuto e qui raccontano “nasce da un film di Ulderico Pesce che abbiamo visto al Cinema Centrale di Milano incentrato sulla vita di Giovanni Passannante: un anarchico della Lucania che nel 1878 attentò alla vita di Umberto I per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla gravissima situazione in cui versava la sua terra e per questo è stato condannato a morte, salvo poi concedergli la “grazia” dell’ergastolo. Un ergastolo spietato, che condusse Passannante alla follia e lo costrinse a passare in manicomio il resto della propria esistenza. La sua storia colpì moltissimo all’epoca e colpì noi al cinema, così abbiamo deciso di attraversare l’Italia per andare in Basilicata a mettere una rosa sulla sua tomba” spiega Lia.

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“Non avevamo l’illusione che questo gesto avrebbe potuto riparare all’enorme ingiustizia subita da Passannante, ma avevamo l’impressione che sarebbe stato un viaggio molto importante per noi – prosegue Rita – è stato un viaggio che ha messo in contatto noi stesse con i nostri luoghi di origine e le nostre esperienze passate, un viaggio da e tra nord/sud, un viaggio tra noi stesse”.

Tutto questo groviglio di esperienze ed emozioni è stato poi messo nero su bianco, con un titolo che restituisce la ricchezza e la complessità che le caratterizzano: “Basilisse tra rume e rose di viaggio”, per conoscere il significato di queste parole non ci resta che aspettare l’uscita del libro.

 

Manuela Valsecchi

 

 

 

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