“DISTURBO”/NUOVI PARTICOLARI:
LAVORAVA DA DUE ANNI A LECCO
UNO DEI CHIRURGHI ARRESTATI

fabio bestettiLECCO – Soldi e regali per convincere i pazienti a usare una determinata marca di protesi e integratori. Sarebbe su questo genere di “Disturbo” che la Procura di Monza ha aperto l’omonima inchiesta coinvolgendo una dozzina di medici ed altrettanti professionisti del settore dei presidi medici e della farmaceutica.

Detto del medico lecchese ai domiciliari, di altri due per ora coinvolti marginalmente e perciò solo sospesi, e le segnalazioni dell’Ats precedenti all’esplosione del caso, emergono pian piano altri particolari lecchesi.

Lavorava infatti in città quello che pare essere il più compromesso dei dottori, tanto da aver ritenuto per lui necessaria la custodia in carcere. Fabio Bestetti, chirurgo 47enne di Seregno, era al Policlinico di Monza prima di trasferirsi, nell’estate di due anni fa, alla clinica G.B. Mangioni Hospital di Lecco. La storica struttura cittadina comunque tranquillizza i pazienti informando di non aver mai acquistato direttamente o indirettamente materiali della società colpita dallo scandalo.

Lo racconta nel dettaglio Daniele De Salvo sulle pagine de Il Giorno. Stando agli atti Bestetti “avrebbe incassato 50 euro per ogni protesi degli ‘amici’ impiantata, ma anche da 50 a 20 euro per ogni paziente procurato agli ortopedici compiacenti e 300 euro al mese per l’affitto dello studio, forse in nero, agli altri colleghi. Sarebbe stato inoltre ricompensato con soggiorni pagati a Rimini e Parigi. Avrebbe poi pure falsificato alcuni referti e cartelle cliniche. È stato proprio lui inoltre a indicare i compensi pattuiti con il termine ‘disturbo’, oppure ‘sistemazione’, scelto con nome in codice per l’indagine”.

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