EX GESTIONE DI UN BAR, IPOTESI
DI BANCAROTTA. “MI HANNO PRESO TUTTO, ANCHE I LIBRI CONTABILI”

LECCO – Deve rispondere del reato di bancarotta fraudolenta G. F., titolare assieme alla sua compagna di allora della bar Stella Srl (Bar del Corso) fino al 2009 quando l’uomo è stato incarcerato, con l’accusa di lesioni personali nei confronti proprio della sua socia, e l’attività è prima cessata per poi fallire l’anno successivo.

L’accusa, rappresentata dal Pm Paolo Del Grosso, contesta all’imputato in particolare la mancanza pressoché totale dei documenti contabili relativi ai due anni precedenti al fallimento, come ha testimoniato il curatore fallimentare questa mattina davanti al presidente della corte in composizione collegiale, presieduta dal giudice Manzi.

“Io ho sempre dato tutto al commercialista – sostiene l’imputato durante la deposizione – compresa la documentazione relativa agli anni 2008 e 2009, ad eccezione del libro inventario e del libro giornale che conservavamo al bar. Tuttavia io sono stato arrestato il 9 dicembre del 2009 e rilasciato, ma sottoposto ad arresti domiciliari, il 18 maggio dell’anno dopo. Nel frattempo la proprietaria dell’immobile, non avendo io onorato il contratto d’affitto, si è ripresa tutto e degli oggetti che avevo all’interno del locale, compresi i libri contabili, non ne ho saputo più nulla, e non era neanche tra le mie principali preoccupazioni vista la difficile situazione che stavo attraversando”.

Per far fronte alle decine di migliaia d’euro di debiti che l’attività aveva generato, le banche hanno infatti pignorato sia l’appartamento della madre dell’imputato sia il suo. Inoltre G. F. si trova ora in affidamento in prova ai servizi sociali dopo avere scontato la pena di quattro anni di reclusione e sta tuttora ripagando i suoi debiti.

M. V.

 

 

 

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