EX LEUCI: VENERDÌ E SABATO
GLI STATI GENERALI
DELLA CITTÀ DELLA LUCE

leuci presidi città della luceLECCO – Si terranno i prossimi venerdì 30 e sabato 31 gennaio gli stati generali dedicati al progetto “Cittàdellaluce“, il capoluogo ospiterà infatti gli “Stati generali delle ambasciate del terzo paradiso” con l’obiettivo di raccordare tutti i gruppi di lavoro tra Lecco e Biella.

L’apertura della fabbrica al pubblico, e le installazioni e il preprogetto che verrà presentato all’interno dei capannoni, è un fatto eccezionale, e si vuole sia da lancio al progetto ed all’allargamento del consenso, anche istituzionale, che sta trovando l’iniziativa.

L’obiettivo dei gruppi di lavoro è il raccordo tra tutti quelli che si occupano di trasformazione sociale responsabile e sostenibile. Una presentazione delle linee guida di ogni gruppo di lavoro, sarà sul sito www.fa-te.it nei prossimi giorni

Il comitato promotore auspica una larga partecipazione sia in fabbrica che negli incontri, per dimostrare che questa città dell’utopia è possibile realizzarla.

Di seguito in forma integrale il testo del progetto per il recupero e il reimpiego industriale denominato “Cittadellaluce”.

Qui il programma completo della due giorni.

              

DALLA FABBRICA DI LAMPADINE ALL’HUB CREATIVO URBANO

 POLO DELLA RICERCA APPLICATA  E DELL’INNOVAZIONE MANIFATTURIERA

Progetto per il recupero ed il  reimpiego industriale e creativo dell’area Leuci per un distretto a consumo zero in vent’anni  e per trasformare l’area in sofferenza in un “faro” per lo sviluppo sostenibile  del distretto

premessa: la Leuci

Ex-LEUCI come   HUB CREATIVO del  distretto culturale:  un sapere secolare sul ferro ed in questo caso sulla luce,  che deve essere rimesso in gioco e che può determinare un nuovo ciclo industriale e del design di nuovi servizi, per diventare uno dei  traini dello sviluppo del territorio. Un Hub Creativo nel centro di un distretto culturale, che con il  ferro deve reinventare la sua naturale leadership tecnologica anche grazie ad una visione della qualità della vita che necessita, ed è imprescindibile nelle nuove dinamiche competitive globali, per attirare nuovi talenti a sostegno di questa operazione. La valorizzazione delle caratteristiche morfologiche e paesaggistiche naturali (il sistema montagna Lecco e quello del lago) in cui è inserita sono altresi imprescindibili rispetto a questa visione: uno stretto collegamento  tra questi due aspetti, quello  tecnologico e quello  del patrimonio paesaggistico naturale,  può offrire  un’ impronta unica, e rappresentare la vera chiave di rilancio e successo.

La visione

  • Le città saranno i nuovi Hub Creativi dell’attuale secolo: dalle città parte la riscossa delle nuove produzioni, e Lecco ed il suo distretto non possono perdere l’appuntamento, anzi devono promuoverne l’anticipazione
  • l’anima di Lecco e del suo territorio è quella del ferro e della metalmeccanica ( e a tendere della meccanotronica), ed  è imprescindibile dall’area Leuci,  che deve diventare testimonianza e recuperare il ruolo pilota per il territorio rispetto all’ innovazione imprenditoriale, culturale e sociale, così come lo è stata per decine d’anni sin dalla sua fondazione
  • l’area,  nel centro di Lecco,  diventa la sede della più grande industria culturale regionale,  sede di attività produttive, di ricerca su energia, il ciclo rifiuti, agricolo e alimentare,  dell’ artigianato digitale e innovativo, dell’imprenditoria del terzo settore (agenzia di marketing territoriale giovanile) e di servizi culturali e ricreativi innovativi
  • Leuci diventa caso emblematico delle riconversioni di aree industriali,  e indica la modalità di attivazione di un processo – progetto di recupero delle ultime aree  rimaste nel centro città  (vedi caso Ansaldo di questi giorni a Milano)
  • LEUCI “Cittadellaluce” diventa sede della ricerca sul consumo zero,   e traino  territoriale attraverso la costituzione della locale agenzia di ZERI (Zero Emission Research Institute) per far avanzare il progetto di lungo termine di distretto a consumo zero.
  • La Cittadella luce diventa occasione di lavoro, di promozione di qualità della vita, progettando il ricollocamento territoriale del personale estromesso dalle lavorazioni obsolete. La creazione di lavoro di qualità viene proposto da subito con il progetto Verso la Cooperativa sociale EX FILE, composta da ex lavoratori Leuci e da inserimenti lavorativi di soggetti svantaggiati (la città a rovescio dove le fragilità sociali recuperano un ruolo da protagonisti della collettività).

Note alla premessa

Chi ripensa questi spazi, e ha l’ambizione di trasformarli in luoghi dell’innovazione, accetta la sfida di trovare il giusto bilanciamento tra le polarità che emergono dalla fisicità dell’area e le componenti sociali vive del territorio, magari trasformando quelli che sembrano trade-off, qualità inconciliabili, in ingredienti che, con molta sapienza, pazienza e anche fortuna, possono trovare una felice combinazione.

Il ruolo del gestore, e occorrerà trovare un nuovo sostantivo, non è quindi quello dell’amministratore di condominio e neanche quello di facility management. Il gestore, proviamo a immaginare il ruolo che si andrà a ricoprire nella Cittadellaluce, ha il compito di elaborare una visione e un’identità, di comprendere in anticipo istanze emergenti e mutamenti del contesto e di adattare continuamente offerta e modalità gestionali, di ricercare le chiavi per la coesione interna, di ascoltare e intercettare, di maneggiare con cura poche e significative leve. Di trovare continuamente nuovi equilibri e nuove formule, proprio come un artigiano nel proprio atelier.

Strategia

7  punti  per  “LEUCI cittadellaluce”

Obiettivi

1)      Inserimento nel corpo principale di una ventina di centri di ricerca sulle varie tematiche del Consumo Zero a vent’anni . Questo obiettivo riguarda altrettante filiere di produzione presenti nel territorio, che attraverso miniconsorzi possano promuovere e sostenere soluzioni operative alla riconversione produttiva sostenibile, alla realizzazione di obiettivi di reimpiego nel ciclo dei rifiuti e dell’impatto ambientale, ad un riequilibrio dei flussi  nella  produzione e consumo di energia, ma anche nel reimpiego di capitale umano dismesso da produzioni obsolete e reinserito in quelle innovative che vanno nella direzione del “consumo zero”.

a)      ipotesi di 50 – 80 aziende nel medio periodo ( 5 anni) , interessate alle varie tematiche della riconversione industriale per il Consumo zero e impatto ambientale radunate  in mini consorzi tematici :

i)        in media si cerca di far aderire  4-10 aziende per ogni tematica, per distribuire i costi ricerca e per uno sfruttamento dei risultati che impatti  sugli obiettivi a lungo del progetto territoriale e faccia da traino per le riconversioni delle altre aziende (con l’offerta di un marchio territoriale di sostenibilità , “cittadellaluce” , che possa essere  speso anche a livello internazionale)

ii)       si propongono da due a  4 ricercatori per ogni tematica (ipotesi  di 50 – 100 ricercatori a regime)

iii)     viene formulata la  richiesta di dotazione e investimento in impianti macchinari (anche attraverso bandi)

iv)     è previsto il pagamento di un canone di affitto (lotti da 400 mtq a 20.000€)

v)      il totale dei costi fissi annui sono stimabili in  circa 100-150.000€ annui per lotto  ( da ripartire sulle aziende del mini consorzio tematico)

2)      Identificazione delle tematiche dopo ricerche sul campo degli sbilanci territoriali sui temi di :

i)        energia

ii)       cibo: alimentazione – produzione agroalimentare

iii)     ciclo rifiuti

b)      i pochi istituti di ricerca territoriale devono ri orientare alcune delle loro attività su questi temi fornendo da subito i dati di partenza territoriali e supportare la regia del macroprogetto generazione degli obiettivi possibili e auspicabili

3)      Creazione di una cooperativa di service, “Ex FILE”, assemblaggio (inizialmente) attrezzaggio  prototipia e piccole produzioni, collegata a filo diretto  ai centri di ricerca (all’inizio anche misto poi deve diventare prevalente a regime) con prevalenza di lavoratori ex Leuci e come base per la ricollocazione di professionalità collegabili agli obiettivi (dai 30 ai 100 lavoratori entro 5 anni) ; inclusi giovani e ospiti di comunità sui servizi accessori  di cui nascerà la necessità.

4)      Responsabilizzazione  territoriale:

a)      attraverso incentivi di : defiscalizzazione oneri sociali, urbanistici, e tassazione per i primi 5  anni (vedi l.r. competitività e  fondi ricerca e innovazione 2014);

b)      lancio di un Obbligazione a Impatto Sociale (Social Impact Bond)  a 20 anni, collegato ai fabbisogni finanziari del  piano di infrastutturazione territoriale dei centri di ricerca applicata e dei relativi programmi di sviluppo, che coinvolga e “ingaggi”  tutta la base sociale distrettuale

c)       sollecitare l’attribuzione ed  erogazione di fondi regionali  per la sistemazione, preparazione degli spazi, per la reindustrializzazione. Fare rete per conseguire poi anche finanziamenti CEE (Horizon 2020)

5)      Istituzione di un apposito ufficio di Comunicazione per il  mantenimento nel lungo periodo delle attività di sensibilizzazione generale della cittadinanza, delle amministrazioni locali e regionali  per  gli obiettivi  sociali-economici-culturali di lungo periodo del progetto, per le comunicazione dei risultati, e per coinvolgimento continuo di

a)      istituzioni educative e formative, sociali e culturali e il privato sociale

b)      diffusione e lobbying presso le aziende  del distretto (in alleanza con il Distretto Rurale dell’Adda)

c)       sindacati di impresa, lavoro  e CCIAA

6)      creazione di un’agenzia di marketing territoriale giovanile, con la promozione del territorio attraverso produzioni inedite e design di nuovi servizi creativi,  realizzate da giovani e giovanissimi attraverso anche la concessione di aree appositamente attrezzate per facilitarne l’attivazione (coworking, housing sociale, turismo giovanile, tempo libero…)

7)      acquisizione completa dell’area

1)  operazione acquisto (19.000 mq coperti)

finanziamento con acquisizione e ristrutturazione mutuo (in pancia a Leuci ).  E’ importante conoscere la situazione debitoria e ipotecaria dello stabile per promuovere trattative mirate. Soggetto acquirente: da discutere, dovrebbe –potrebbe essere un soggetto privato (associazione/consorzio di agenzie di privato sociale) che si potrebbe costituire come multi utility territoriale, intesa come erogatore di servizi di  trasformazione di tutto il territorio.

Ipotesi conto economico della gestione immobiliare  (bozza grezza)

a)corpo nuovo: 7500 mq .  ruolo nell’operazione: frazionamento immobiliare per  cessione ad attività innovative manifatturiere:  . Tali attività innovative dovranno anche farsi carico della riassunzione di quote di lavoratori ex Leuci opportunamente riqualificati.

b)Corpo centrale: 2100 mq: coop Ex Leuci e attività culturali-artistiche  e ricreative a prezzo affitto calmierato e politico

attrazione di attività commerciali , artigianali: base per l’apertura di uffici per la promozione sociale del progetto territoriale “verso il consumo Zero”, area attrattiva- Bohemien per giovani talenti (per intenderci deve essere l’area in cui i creativi trovano spazio di invenzione e socializzazione)

c)corpo “vecchio” 8000 mq:  da affittare per i centri di ricerca sulla sostenibilità delle filiere industriali a maggior impatto energetico – ambientale

ristrutturazione con fondi ricerca a fondo perso e con legge competitività.

Mantenimento della sua natura di centro produttivo con un recupero poco impattante a livello di  costi, ma molta attenzione per il potenziamento del fascino architettonico degli Shed.

Ipotesi di divisione in 20 lotti da 400 mt da affittare

d)Palazzina uffici:  1500 mq.  Da affittare  ad aziende leggere,  uffici di ricerca, artigiani digitali, aziende creative che affiancano gli uffici tecnici del corpo vecchio e non necessitano di grandi lotti e di accessi “al piano”, co-working. Divisione per lotti da 50-100 mq.

  • Riepilogo orientativo:
    • acquisto = importo da definire 
  • Incassi da affitti:
    • corpo c =  €  300.000 (a regime  dopo 5 anni)
    • Corpo centrale : € 20.000
    • Palazzina € 90.000

Totale in visione ottimistica con tutto affittato : circa 400.000.

Il problema è generare l’attrattività dell’area piazzando almeno il 60-70%  delle aree  nell’immediato.

Ci vuole un bellissimo progetto architettonico evolutivo da collegare alla visione di cittadellaluce,  in cui privato e pubblico si impegnano a sostenere lo start up.

3) fondi regionali allo sviluppo e competività:

sistemazione  area: primo obiettivo di  1,5/2 milioni per partenza dei centri ricerca e per la  ristrutturazione “base” della palazzina ex uffici + vari interventi sui piazzali

+ 1 milioni di defiscalizzazioni e abbattimento oneri urbanizzazione per il primi 5 anni

Utilizzi: vedi le cartine fotografiche allegate

una considerazione a parte la merita il “Corpo centrale” di circa 2100 mt su due piani che sarebbe da dividere tra:

1)Attività di privato  sociale (1100 mt)  : Art station – Gabbiano – Casa Abramo, per la  continuazione atelier le FA.TE. con :

  1.  laboratori educativi
  2. uffici di nuova Architettura ( studio e promozione di edifici a “energia positiva” nel distretto culturale)
  3. uffici agroalimentare (coltiviamo le città, orti urbani, culture idroponiche in capannoni dismessi, -cordiale del Barro e altri prodotti LET EAT BI ) in collegamento con distretto rurale dell’Adda
  4. stazioni creative per scuole prima infanzia: laboratori sperimentali di collegamento tra piano Consumo Zero – riciclo – economia circolare , con tutte le scuole primarie dei comuni del distretto culturale (collegamento con i centri ricerca per l’attivazione di pratiche e sperimentazioni nei vari comuni) (scuole come motori della  trasformazione)
    1.                                                                i.      collegamento tramite ART STATION#1 alle  scuole  superiori di Lecco e Politecnico
    2. laboratori nelle scuole superiori di lecco per coinvolgere i giovani nelle FATE  e nel processo  di costituzione e gestione della parte creativa di Cittadellaluce
    3. realizzazione Bandi in collegamento con  ufficio progettazione CRAMS e Gabbiano

2)  primo Centro di ricerca e service esterno (1000 mq) di piccole produzioni esternalizzate con assunzione (contratti defiscalizzati) di  7 lavoratori ex Leuci e 3  lavoratori svantaggiati (dalle comunità di accoglienza coinvolte nel progetto cooperativa Ex File)

a)Ricerche e lavori sui sistemi illuminazione a Led (di Giovine)

b)Altre piccole produzioni

per le motivazioni sociali di cui l’area verrebbe a essere portatrice, La proposta del  costo affitto calmierato  è di  20 000€ annui per il corpo centrale, per le due aree produttiva e creativa

Obiettivi di governance – regia del progetto

La negoziazione a livello locale

Il senso di necessità di cambiamento dipende anche dalle modalità di  consultazione ( e negoziazione ) con gli attuali attori del tavolo territoriale e con  chi detiene le leve decisionali  nel territorio;  si basa su come e chi formula la  proposta, (che inusualmente e trasgressivamente viene fatta dal “basso”, da ragazzi ventenni e da lavoratori ), e sui modi con cui vengono stimolati , proposti e raccolte le idee progettuali e di gestione della governance.

Prendendo spunto dalla ricerca di AASTER  promossa da Comune e CCIAA sulle  transizioni spaziotemporali   socioeconomiche  si potrebbe agganciarsi per  consolidare un modus operandi in linea ed adeguato alla sfida (dal basso).

La regia del processo generativo del design dei nuovi assetti e servizi del territorio è obbligatoriamente declinata ad una profonda ridefinizione degli attuali modelli partecipativi di governo  che sono   condizionati dallo short-term  dei programmi elettorali.

E’ un processo di passaggio generazionale che coinvolge tutti i piani della società da quello produttivo (passaggio intergenerazionale aziendale) a quello di una comunità che vede una scarsa rappresentatività delle maggioranze dei cittadini escluse dai processi produttivi e gestionali.

Il  processo che proponiamo dovrà includere ad un nuovo livello partecipativo, le istanze sia della “comunità operosa” che di quella di “cura”,  i due cuori pulsanti della società.  A partire dai giovani, che verranno guidati nel loro cammino di presa in carico del territorio e del suo/loro futuro da  esperti  senior  (come “senatori di accompagnamento”  del loro percorso), la comunità deve progettare ed  attuare quel passaggio di pratiche e competenze per generare un futuro allineato con il macrotrend  di  ecosostenibilità  ed ecocompatibilità dello sviluppo comunitario, che soprattutto  rispetti ed includa  le maggioranze che sono ai margini del potere e della produzione.   La governance del progetto è complessa e prevede una visione olistica,  interdisciplinare  e interscienze , sia umanistiche che  tecniche.

La visione  tecnologica (non tecnocratica che implica una governance basata sul potere delle tecnostrutture)  deve essere fusa con quella umanistica generando la terza scienza che si occupa di uno sviluppo equilibrato, armonioso, sostenibile.

Dovranno dunque essere affrontati i cambiamenti nella  governance territoriale per poterla  adeguare all’innovazione sociale, culturale  ed economica: questo impone la revisione dei  processi operativi delle macchine amministrative, che dovranno essere responsabilizzate e  permeate dalla necessaria tensione morale per questa “sfida sul futuro ecocompatibile ed armonico”.

In sostanza questo percorso di trasformazione socio-economica non può prescindere dal coinvolgimento partecipativo e “dal basso” delle varie componenti della Società che possono e debbono essere le vere protagoniste del cambiamento. In questo senso creare effettive opportunità di lavoro “qualificato e qualificante”, costituisce un passaggio ineludibile del cambiamento.

Da qui nasce la proposta per l’organizzazione di un Forum Annuale Nazionale sull’economia sociale, che veda collegate in rete manifestazioni  similari di  altri territori adiacenti (compreso quello metropolitano) ;  il cambiamento della ns comunità dipende dall’intensità dello scambio di contributi di pensiero e di pratiche innovative provenienti anche da altri territori, che si devono poter sperimentare ed inserire nel sistema di progettualità  del territorio.

Da qui nasce l’esigenza di un gruppo- palestra, in cui i giovanissimi si formano come dirigenti del futuro, e iniziano subito a portare il loro contributo  del fare  e creativo:  le FA.TE.  del Barro 2014, sono state esemplari  di questo nuovo  modo partecipativo; questo esempio deve continuare nel 2015 e negli anni a seguire, meglio se dentro l’area Leuci.

Note a margine

sul perché l’area Leuci (e non altre aree dismesse), è l’unica candidabile alla realizzazione della Cittadellaluce ( a Lecco e nei comuni del  Distretto Culturale del Barro).

Ogni territorio, ogni paese, ha  il suo  GENIUS LOCI*; protettore, ispiratore e guida dei buoni auspici dei suoi abitanti,  riempie di  sacralità il luogo stesso.

Nella corrispondenza del nome,  Lecco e Leuci , c’è  già una notevole consonanza di intenti  e il presagio/augurio  di  un ruolo nella collettività (nomina sunt omina).

L’area Leuci è inoltre l’ultima area industriale  di grandi dimensioni  rimasta nel centro città a rappresentare 2300 anni di storia del ferro e la sua attuale e recente storia della sua lavorazione. Non dimentichiamo che la Leuci  è  l’unica area centrale  in  cui possiamo  ancora ascoltare un battito vitale, che  batte sempre più flebile.

Grazie ai lavoratori che  la stanno presidiando da anni resistendo eroicamente alla sua messa a morte, possiamo promuovere l’innesto ed il trapianto di nuove energie e visioni che possono farla rinascere socialmente  e rilanciarla produttivamente .

*Il Genius Loci era  la divinità protettrice di un luogo ma allo stesso tempo poteva proteggere tutti quelli che vi abitavano o vi transitavano. Ogni luogo aveva un suo Genius, che poteva aiutare o essere ostile, a seconda dell’atteggiamento dell’individuo verso il luogo. Devastare un luogo, o appropriarsi delle sue risorse in modo indiscriminato poteva inimicare il Genius Loci, come pregarlo, rispettarlo e fargli offerte poteva renderlo propizio.
Il Genius Loci veniva colto soprattutto dove il luogo era notevole per singolarità del paesaggio, per ricordi storici, oppure assumeva una speciale importanza se vi si  attendevano particolari attività ,opere, lavori, riconosciuti come identitari  da tutta la comunità.  Ovunque vi fosse un uomo pius, cioè credente e rispettoso delle divinità, lì accorreva il  protettore del luogo, il Genius Loci invocato e omaggiato, che riempiva di sacralità il luogo stesso.

Papa Alessandro (Epistola IV 1731) “Ogni luogo ha le sue qualità uniche, non solo in termini di composizione fisica, ma di come viene percepita, quindi dovrebbe essere (ma troppo spesso non è) responsabilità dell’architetto essere sensibile a quelle qualità uniche, per migliorarle piuttosto che distruggerle. In architettura e in giardinaggio, tutto deve essere adattato al genio del luogo.”

promotori:
Ex Lavoratori Leuci
Genti in Viaggio  –  Art Station#1 Lecco
Associazione il Gabbiano
CRAMS coop sociale
Lucio Vaccani
Giuseppe Resinelli
Graziano Morganti  presidente Distretto Rurale La Valle dellAddaRete Turistica Valle San Martino

 

 

 

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