FRANCESCO PICCOLO RACCONTA
I SUOI MOMENTI DI FELICITA’
AL TEATRO DELLA SOCIETA’

francesco piccolo (2)LECCO – “Il giorno in cui sta per scattare l’ora legale o solare perché non si capisce mai quale sta per scattare, se la notte dormiremo un’ora in più o un’ora in meno e questo è causa di discussioni estenuanti che si protraggono oltre l’ora dello spostamento delle lancette vanificando anche l’eventuale ora di sonno in più. Perché c’è sempre qualcuno che pure quando gli hai fatto dei disegnini sulla carta, non è convinto…E dice che secondo lui è il contrario…Quando sbadigli e dici di avere fame o sonno c’è sempre qualcuno che ti ricorda che è logico perché sono le 10 ma è come se fossero le 11, perché sono le 14 ma è come se fosse l’una. E poi quando alle sette della sera hai capito che è arrivata la primavera e dici che bello che le giornate si sono allungate ti dicono che non è esattamente così perché è vero che sono le sette ma è come se fossero le sei ed è per questo che il sole è ancora alto e torni subito triste…”.

Francesco Piccolo ha regalato ai lecchesi alcuni passi dei suoi lavori più significativi. Lo scrittore campano, venerdì 20 marzo, ospite di Leggermente, il festival letterario di scena a Lecco, sul palco del Teatro della Società ha intrattenuto il pubblico cimentandosi in un reading di brani tratti da “Momenti di trascurabile felicità”, “Momenti di trascurabile infelicità” e “Il desiderio di essere come tutti”.

E’ con quest’ultimo romanzo che ha vinto il premio Strega nel 2014. Durante tutta la serata è stato un susseguirsi di piccoli e quotidiani eventi, tutti contraddistinti da una certa ilarità. Istanti di cui è fatta la vita di tutti i giorni, ai quali Piccolo sceglie di dare attenzione perché, se interpretati nel modo giusto, possono donare buonumore. “Ridere dei momenti di tristezza – si legge nella presentazione del libro – è un controsenso di quelli che possono cambiarti la giornata. Eppure, a saperli prendere, i contrattempi, gli accidenti, i lancinanti dolori momentanei, spesso risultano assolutamente esilaranti. Purché siano di entità trascurabile e vissuti con allegria, appartengono di diritto alla gioia di vivere”.

E. P.

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