FUORI, NEL VUOTO PER SALVARE UNA PERSONA: QUANDO LA SOLIDARIETA’ FA PARTE DEL LAVORO

fallito suicidio Cernusco

LECCO – La pubblichiamo a tutto campo questa foto perché potrebbe candidarsi al premio Pulitzer. Colpisce l’espressione un po’ contrariata e concentrata dell’uomo, un vigile del fuoco che a torso nudo, per muoversi meglio nell’imbragatura, sta sullo strapiombo di decine di metri, intento a riportare oltre la spalletta del ponte un giovane.

Una situazione pericolosa che non ha scelto lui, ma lì ce l’ha portato il suo lavoro che, tra le varie, comporta anche salvare la vita alle persone che si trovano in pericolo. A rischio della propria.

Nello stesso posto nell’altrettanto sforzo, vediamo una mezza dozzina di uomini attrezzati di corde e determinazione.

L’immagine parla di mestieri particolari: contigui con le emozioni della solidarietà umana, come ce ne sono altri nel sociale, nella sanità e nell’educazione.
Si riferisce a un intervento odierno, nel lecchese.

In genere questo giornale non si occupa mai del tema suicidi o tentati, per ottemperare alle indicazioni date dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che invita i media a non darne clamore per assopire l’effetto emulazione. Questa volta, l’eccezione: ci è sembrato giusto documentare l’impegno delle persone che compaiono con le loro divise nelle immagini distribuite dal comando di Lecco dei Vigili del Fuoco.

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