IL DIARIO DELLE VACANZE
DELLA SIGNORA GRIGNA: 15-
QUIETO VIVERE CON LE CARIATIDI

diario delle vacanzeLECCO – Sole, mare e spiaggia valgono la pazienza di sopportare marito e figliolanza, ma per la Signore Grigna resistere anche alle socievoli anziane vicine d’ombrellone diventa decisamente troppo.

 

GIORNO QUINDICI

I migliori restano gli anziani che sembra si stiano facendo un selfie e invece provano solo a leggere il display del loro cellulare che gli hanno obbligato a compare i propri figli per poter così essere liberi di muoversi e andare a fare le vacanze da soli. 
Non gli anziani. I figli.

E li senti parlare ore e ore del Governo e del ciclismo e, ogni volta, ci devono vedere sempre la muffa nelle cose anche se poi si tratta di uno squisito gorgonzola.
Almeno nel ciclismo, sul Governo è molto probabile che abbiano ragione loro. E sia muffa.
Loro che capisci perché gli escono gli occhi dagli occhiali quando gli passa davanti una di quelle signorine con addosso un costumino inesistente che noi alla loro età, delle signorine non dei vecchietti, non li potevamo indossare nemmeno sotto due strati di vestiti ed un costume intero se no sentivi tuo padre, urlare a tua madre, parlando di te: 

“ma la to tusa, perché le to, vestida insci, duè che la pensa de andà, nei gabiot de la Merlin?”, 

Li capisci, dicevo, perché a una sdraio da te ci stanno le loro mogli, e una di queste mogli, quella dolcissima anziana signora che la vedi ogni mattina con la messa in piega perfetta azzurro cotonata, con la sua settimana enigmistica e il suo libro, ogni due giorni diverso, nella propria borsa da spiaggia trasparente, che ti chiama, e così ancor prima delle presentazioni, ti dice di toccare la sua pancia per sentire dentro quanta aria abbia.

E poi, il pomeriggio, quando ritorni in spiaggia dopo aver fatto fare i compiti delle vacanze a tutta la figliolanza e sei stremata e vuoi solo addormentarti al sole, questa ti chiama e ti presenta ad alta voce alle sue amiche cariatidi come quella esperta in gas intestinali.

Insomma a certe persone così andrebbero vietate le ferie, per ridurre il flagello dei turisti ormai rimbambiti in giro che immancabilmente diventano forzatamente i tuoi compagni di sdraio della fila vicino a cui ti tocca, seppur forzatamente, dargli confidenza pur di non doverla dare troppo a tuo marito che cade nelle buche di sabbia fatte dai bimbi, che non trova la sagra del pesto nemmeno se ci fosse dentro, che è sempre quello che si offre di andare al Mercato della frutta e della verdura dell’entroterra ligure di Chiavari al tuo posto e, immancabilmente, ti torna con la tipica frutta del Golfo del Tigullio: avocado e banane che per lui sono genovesi perché le ha scoperte Cristoforo Colombo che era proprio di qua, o peggio quando inciampando, sbracciandosi per l’entusiasmo, così da rendersi ridicolo davanti a tutta la spiaggia, che si è girata all’unisono nell’attimo esatto della sua rovinosa caduta, ti porta il melone che non c’è nemmeno bisogno di toccarlo, basta vederlo rotolare, il melone non il marito, per capire che è più duro della sua stessa buccia.

La buona notizia è che domani sera nel ristorante sul Lungomare c’è il fritto misto che piace tanto alla figliolanza, la cattiva è che dall’odore pare lo stiano friggendo già da stasera.

 

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