IL FORUM IMMIGRAZIONE PD
LANCIA LECCOAPERTA. UN FOGLIO
PER PROVOCARE L’INTELLIGENZA

forum immigrazione pd leccoaperta2LECCO –  Leccoaperta: è un auspicio il logo del nuovo foglio di comunicazione del Forum Immigrazione PD provinciale di Lecco. Ci presentiamo con l’immagine di un ponte. L’apertura che vogliamo non è un facilerefrain ideologico: è piuttosto prendere atto che il mondo è grande, supera i nostri orizzonti talora angusti e vive un fase di intenso dinamismo, cui nessuno sfugge, men che mai chi pretende di difendersi come il riccio, chiudendosi in sé per poi soccombere alla forza della realtà.

Oggi nulla può dirsi lontano o estraneo. Tutti i grandi fenomeni ci riguardano. Lo tsunami della contemporaneità irrompe in casa nostra: virtualmente – tramite la pervasività dei mezzi di comunicazione – o nella disarmante concretezza, nei corpi stessi delle persone catapultate presso di noi – col loro carico doloroso di umanità offesa – dagli eventi di una storia che credevamo lontana.

Un territorio si apre se affronta e supera la paura, se non la esorcizza costruendo muri destinati a non tenere, ma la dissolve con la conoscenza. La verità dei fatti ci fa superare la reazione del riccio: i fatti letti con intelligenza, filtrati dalla cultura dei diritti e della pace. Ne nasce interesse a capire, desiderio di incontrare, disponibilità ad accogliere.

Dalle porte che si aprono non deve fuggire ciò che è nostro e ci contraddistingue: la nostra identità, le radici, l’appartenenza a una storia – quella italiana ed europea – che in secoli densi di sofferte conquiste ha accumulato un patrimonio di valori cui non possiamo rinunciare. Da tale eredità è scaturito l’articolo 10 della Costituzione, che rappresenta un alto vertice di civiltà, benché  di non facile applicazione. La civiltà dei diritti – e dei corrispondenti doveri – non ha remore a proporsi e a confrontarsi a tutto campo, per la sua forza intrinseca, per la convinzione che la anima.

Apertura non è neppure il buonismo ingenuo di chi non riconosce i problemi e non stigmatizza gli abusi. Perseguiamo infatti la legalità come valore di base, la sicurezza come diritto di tutti. Il rispetto della persona, la risposta sollecita ai suoi bisogni sono doverosi, ma l’approvazione dei comportamenti non è sempre dovuta. Vigilanza e intransigenza sulla legalità, attitudine al confronto e al giudizio critico sono garanzie per tutti: il pregiudizio non è ammesso in alcuna direzione.

Questa è l’uscita n° 1 di una newsletter che avrà cadenza regolare, per stare sul pezzo lanciando semplici e incisive provocazioni all’intelligenza dei lecchesi e dei loro ospiti di tutto il mondo. La newsletter è inviata a iscritti, elettori delle primarie e a tutti gli interessati. Quali gli obiettivi? Contribuire al formarsi di libere opinioni su dati di verità, far circolare idee e coagularle in progetti di accoglienza realizzabili nel quotidiano, senza clamore e con vantaggio per tutti; catalizzare l’incontro fra i soggetti coinvolti – singoli, istituzioni, associazioni -, confrontare esperienze realizzate sul territorio, ipotizzare nuovi approcci a nuovi problemi, tendere le antenne verso il mondo che cambia e lasciarci interpellare dai fatti.

Il Forum Immigrazione, che si esprime in questo strumento, viene da un’iniziativa del PD provinciale, ma si offre alla partecipazione più ampia e ai contributi diversi di chiunque sia interessato al vasto spettro dei temi che tratteremo: a partire dall’accoglienza urgente dei profughi, dalla loro distribuzione e integrazione sul territorio, per spaziare ai flussi migratori nelle loro diverse matrici e ai problemi creati dal loro impatto sulla provincia. Inoltre – nel movimento dal locale al globale – ci preme risalire all’origine dei fatti: per esempio alla “questione mediterranea”, quel mare nostrum le cui sponde sud sono travagliate da un groviglio inestricabile di guerre; alla “questione europea”, quell’Europa dei popoli che fatica ad esistere, a rispondere al suo dovere di dire una parola forte di pace e di gettare semi di civiltà, quell’Europa che non sa ancora inaugurare una politica finalmente europea. Infine, ci proponiamo un’attenzione al linguaggio, perché è tramite l’uso disinvolto o spregiudicato delle parole che spesso si veicolano messaggi distorti o vere e proprie mistificazioni, con finalità biecamente demagogiche. Profugo non equivale a clandestino, come immigrato non corrisponde sempre a vittima incolpevole…

Se tanto ampia è la gamma dei temi, l’ottica è sempre quella dell’umanità solidale: nientemeno che una svolta antropologica, rispetto alla violenza e al conflitto che contrassegnano le relazioni di oggi. Iniziamo proponendo un quadro informativo sintetico.

Ferdinando De Capitani, Brizida Haznedari, Agnese Mascellani,Tonino Filippone

 

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PARTIAMO DA NUMERI CORRETTI

I dati dell’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

Secondo i dati dell’ACNUR pubblicati a Ginevra a giugno di quest’anno, sono soprattutto i paesi più poveri che accolgono rifugiati, richiedenti asilo o sfollati interni.

A fine 2014 si contavano 59,5 milioni di profughi, rispetto ai 51,2 milioni di un anno prima e ai 37,5 milioni di dieci anni fa.

La guerra in Siria è diventata la principale causa di migrazione forzata a livello mondiale, ma il Rapporto mostra che in tutte le regioni il numero di rifugiati e sfollati interni è in aumento. Negli ultimi cinque anni, sono scoppiati o si sono riattivati almeno 15 conflitti: otto in Africa (Costa d’Avorio, Repubblica Centrafricana, Libia, Mali, nord-est della Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan e Burundi); tre in Medio Oriente (Siria, Iraq e Yemen); uno in Europa (Ucraina) e tre in Asia (Kirghizistan, e diverse aree del Myanmar e del Pakistan). Alcune di queste crisi si sono risolte, ma la maggior parte di esse continuano a generare nuovi esodi forzati. Nel 2014 solamente 126.800 rifugiati hanno potuto fare ritorno nei loro paesi d’origine, il numero più basso in 31 anni.

Nel 2014, ogni giorno 42.500 persone in media sono diventate rifugiate, richiedenti asilo o sfollati interni, dato che corrisponde ad un aumento di quattro volte in soli quattro anni. In tutto il mondo, una persona ogni 122 è attualmente un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo politico.

Presenze nelle strutture di accoglienza in Italia e trend degli arrivi sulle coste italiane

Per quanto concerne i dati sugli arrivi dei migranti sulle coste italiane a partire dal 2011 e sulla loro accoglienza nelle varie regioni il Ministero dell’Interno comunica che nel 2014 sono arrivate sulle nostre coste 170.100 persone mentre nel 2011 erano sbarcate 62.692 persone.

Gli accolti nei vari Centri di accoglienza, al 31 dicembre 2014, erano maggiormente presenti in Sicilia, Lazio, Puglia, Campania e Lombardia, mentre, per quanto riguardo le presenze nelle strutture temporanee, la Lombardia è al secondo posto con 4333 unità subito dopo la Sicilia che accoglie 5440 unità.

L’accoglienza a Lecco

Lecco, come provincia,  è al terzultimo posto per numero di accoglienze a livello regionale.

A fronte di una capacità ricettiva di circa 450 posti, offerta soprattutto dal privato sociale,  al 15  luglio u.s. erano presenti 430 persone, ospitate in 21 centri di accoglienza temporanea. In data 5 settembre, dopo l’esplodere dell’esodo dei profughi dal sud del Mediterraneo e con l’impegno ad incrementare il numero dei posti disponibili, sono presenti 704 persone rifugiate, e si attendono altri arrivi.

Sono persone provenienti dal continente africano, in particolare dal Corno d’Africa (Somalia ed Eritrea in particolare) e dall’Africa occidentale (Nigeria, Mali, ma anche Gambia e Ghana). Sono numerose anche le persone che giungono dall’Asia: siriani, afghani, pakistani e bengalesi. Le persone giungono nel nostro territorio dopo essere state salvate da un possibile naufragio nel mar Mediterraneo dalle forze militari italiane e internazionali impiegate nell’Operazione Triton.

La sfida odierna è organizzare un sistema di accoglienza diffusa che porti all’integrazione, già  raggiunta dal 10% della popolazione lecchese la quale proviene da vari paesi del mondo.

Infatti nella nostra provincia sono presenti circa 35.000 persone straniere di cui l’85% è iscritto all’anagrafe, elemento che parla di stabilizzazione della popolazione immigrata nel nostro territorio.

 

 

 

 

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