IMMAGIMONDO: APRE LA KERMESSE
LA MOSTRA “CONFRONTIER”
CON UNA RIFLESSIONE SUI CONFINI

immagimondo confrontier 6LECCO –  Il primo fine settimana della 18° edizione del festival Immagimondo si apre a Lecco, in via dell’Isola, alle 18.30, con l’inaugurazione della mostra Confrontier: 8 muri di confine nel mondo del fotografo tedesco Kai Wiedenhöfer, classe 1966, dal 1989 concentrato sul tema dei confini, intesi come margine e limite tra gli uomini. Una barriera che è la prova delle debolezze e degli errori umani, che sottolinea l’incapacità degli uomini di comunicare gli uni con gli altri.

Wiedenhöfer ha una visione molto chiara, le barriere non sono la soluzione adatta per risolvere i problemi di oggi. Inizia a documentare la costruzione del muro di separazione in Palestina tra il 2003 e il 2006 ed è solo l’inizio della scoperta della rinascita dei muri nella modernità. L’abbattimento del muro di Berlino nel 1989, fotografato da lui nel periodo dell’università, non sancisce la fine delle barriere tra gli uomini. Per gli anni successivi continua a riportare nelle sue immagini la diversità dei muri che si trova ad affrontare, capendo quanto siano luoghi dove la vita continua, piena di speranza. L’autore lavora su questa linea, immaginaria e fisica, fino alla pubblicazione di Wall nel 2007 e Confrontier nel 2013. Wiedenhöfer ha documentato, negli anni, muri come quello di Ceuta o Melilla, a Baghdad, nei Territori della Palestina, sul confine Stati Uniti – Messico, a Cipro e in Korea, così come i resti della cortina di ferro.

La scelta localizzativa dell’allestimento sul lungo Adda è ricaduta sui muri di una vecchia industria lecchese dismessa, le fotografie sono incollate alle pareti – “e rimarranno appese fino a quando le condizioni climatiche e i cittadini lo vorranno”, spiega il sindaco di Lecco, Virginio Brivio -, mentre l’inaugurazione viene animata dall’andirivieni dei passanti che curiosi, si fermano a osservare. Anche al momento della preparazione biciclette e automobili frenano per lanciare uno sguardo oltre al muro.

immagimondo confrontier 8“Una coincidenza non casuale con i temi che ci toccano tutti i giorni – sottolinea ancora Brivio, aprendo la serata – sopratutto in questo clima dove l’intento è trasmettere l’idea che forse il mondo è pieno di margini che non conosciamo. Così mi viene in mente il tema del viaggio, fondamento per Immagimondo, che diviene l’esatto contrario della tematica dei confini. Siamo di fronte a un cambiamento di tendenza, dove certi processi potrebbero cambiare proprio grazie al viaggio, che riesce in un certo senso a tenere insieme questo mondo, senza separarlo. Infine – aggiunge il primo cittadino – la scelta del muro per l’esposizione ricorda anche tutti i muri presenti nella città di Lecco, basti pensare al confine di una proprietà privata o al recinto di una fabbrica dismessa. Anche in questo senso bisogna lavorare, per cambiare i contenuti di questi recinti e convertirli ad un uso più vivo e condiviso”.

“Che questo sia un punto di partenza per creare una cittadinanza coesa verso l’abbattimento di queste barriere”, aggiunge Simona Piazza, assessore alla cultura al suo primo mandato. “I muri sono il segno delle nostre paure, che essi siano fisici o mentali, l’obiettivo è proprio quello di ammorbidire questi limiti per vivere in modo più costruttivo. Il bello che colgo è che, in questa mostra, i muri di questa fabbrica e i muri contenuti in queste fotografie siano anche il modo di guardare oltre gli stessi”.

Chiamato ad intervenire direttamente dal Festival della fotografia etica di Lodi, Alberto Prina aggiunge che ci sarebbero una marea di elementi positivi da elencare in una mostra come questa. “Prima di tutto la fatica”, insita nella creazione di questa stessa esposizione ma anche nell’abbattimento di un qualsiasi muro, che da lui viene visto come una cicatrice nello spazio, una sorta di sfregio nel paesaggio con la vita che continua lì da parte. Un muro in grado di perdurare per sempre. Alberto Prina ha avuto esperienza diretta con i muri di Belfast dove i pacewall vengono usati come separazione tra religioni diverse. Spiegando quei muri, sottolinea, “impressionava la presenza dei ragazzini che si facevano continuamente la guerra, anche se il muro davanti a loro era un muro aperto. In loro si era creata una barriera mentale, una linea più forte di qualsiasi recinzione, che si è depositata nelle loro teste per quarant’anni. Una sorta di muro interiorizzato”.

immagimondo confrontier 12L’intervento finale va al protagonista Kai Wiedenhöfer, che, in perfetto inglese, esprime tutta la sua gratitudine per l’accoglienza ricevuta e ringrazia di essere riuscito a portare il suo progetto in questo festival: “La prima edizione ubicata sul muro di Berlino è stata molto più grande, con 500.000 spettatori, ma anche molto più complicata come realizzazione. In una città come Berlino, la valenza simbolica del muro, ha dato il via a una serie di opinioni discordanti, molti si rifiutavano di vederlo paragonato al muro in Palestina o a quello di Tijuana. Sono molto felice che la città di Lecco mi abbia invece accolto a braccia aperte”.

«Le barriere sono una protezione ma anche una gabbia, sono scudi ma anche trappole».

Un bel preludio al fine settimana di Immagimondo che si apre all’insegna del superamento di qualsiasi confine, in qualsiasi realtà.

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Fausta Riva

 

 

 

 

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