PATENTI FALSE E AIUTO NEI QUIZ:
ARRESTATI DUE TRUFFATORI,
“CLIENTI” A LECCO DA TUTTA ITALIA

stradale cs1LECCO – La Polstrada di Lecco, in collaborazione con le sezioni di Isernia e Campobasso, ha arrestato due persone che operavano in tutto il territorio nazionale, una banda specìalizzata nella realizzazione di documenti falsi e nel “supporto” illegale al conseguimento di patenti di guida.

Nel corso delle perquisizioni è stata scoperta una vera e propria stamperia clandestina. In corso una conferenza stampa nella sede della Polizia Stradale di Lecco in Corso Martiri.

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LIVOLSI STRADALE 1PIl comandante Mauro Livolsi: “Sempre più tentate truffe per ottenere la patente, alla Motorizzazione Civile di Lecco. Per questo ci siamo messi a indagare; sono stati utilizzati micro auricolari sofisticati e in occasione dei controlli gli agenti hanno trovato i complici – quindi li hanno perquisiti e fermati. I truffatori, Marco Santarelli ed Ezio Crolla (quest’ultimo titolare di autoscuole), sono molisani, così in collaborazione con la Procura della Repubblica di Campobasso e Isernia abbiamo proceduto alla perquisizione in casa in provincia di Campobasso, dove è stata scoperta una vera e propria stamperia “.

Crolla è pregiudicato e titolare di un consorzio di autoscuole mentre Santarelli, il falsario, risluta essere incensurato

ARRESTATI PATENTI FALSE

Entrambi sono ora agli arresti domiciliari in Molise, in custodia cautelare. Nell’operazione sono stati anche sequestrati più di diecimila euro. A cercare l’aiuto da parte dei truffatori erano stranieri che parlavano male l’italiano ed italiani che hanno perso i punti della patente e non riuscivano a studiare per riavere la licenza di guida. La banda realizzava inoltre pure patenti false.

STRADALE DOCUMENTI E SOLDI STRADALE TRUFFE PATENTI ATTREZZATURE

PATENTI FALSE AURICOLARE

Auricolare per la truffa all’esame

“Mercoledì mattina – prosegue Livolsi – abbiamo fatto controlli a tappeto su viale Dante e abbiamo trovato anche un’altra banda con un foggiano e un romeno che ‘vestivano’ con l’auricolare un italiano. È un’altra organizzazione, tutti sono stati denunciati a piede libero. Poi abbiamo preso i due molisani. Un fenomeno questo che si sta radicando, continueremo a indagare ma stiamo chiedendo di schermare la sala esami della Motorizzazione”.

“I candidati che truffavano arrivavano da tutto il Nord Italia. C’è una rete che procaccia le persone, i due truffatori possono rischiare fino a quattro-cinque anni di carcere (per una carta d’identità ‘valida’ ma falsa, destinata all’uso per l’espatrio ritrovata insieme alla documentazione, altrimenti rischierebbero solo un anno)” – ha concluso il comandante Livolsi.

Il metodo per truffare la motorizzazione era semplice quanto tecnologico. I candidati indossavano una felpa con una tasca interna al centro del petto, lì inserivano uno smartphone la cui fotocamera combaciava con un forellino impercettibile. Da qui, grazie a un collegamento bluetooth, i due molisani ricevevano le immagini appostati con l’automobile sotto gli uffici della motorizzazione e suggerivano, attraverso un microscopico auricolare, le soluzioni esatte.

In ogni caso, anche tutti i candidati “aiutati” in modo illegale sono stati denunciati a piede libero per concorso in truffa.

 

 

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