INDAGINE CONGIUNTURALE RAPIDA CONFINDUSTRIA: “STABILI”
LE IMPRESE DEL LECCHESE

LECCO – I dati elaborati nell’ambito dell’Osservatorio rapido congiunto di Confindustria
Lecco e Unindustria Como relativo al mese di settembre 2014 delineano, rispetto al
periodo luglio-agosto, un quadro orientato alla conservazione dei livelli che ancora una
volta risulta confermata dal bilanciamento tra i giudizi di aumento e di diminuzione per i
principali indicatori esaminati.

Sul versante della domanda si registra un rallentamento degli ordinativi interni, mentre
l’export è protagonista di una dinamica più favorevole.

L’attività produttiva mostra una prevalenza di giudizi improntati alla stabilità, ma le
indicazioni di produzione in crescita sono superiori a quelle di variazione al ribasso. La
differenza positiva è confermata anche dal tasso di utilizzo degli impianti, che si attesta
in settembre al 74%: un punto percentuale superiore a quanto rilevato nella precedente
edizione dell’indagine.

Per le vendite si rileva un generale mantenimento dei livelli ma, in questo caso, l’effetto
di stabilità deriva dal bilanciamento dei giudizi positivi e negativi che pesano, ciascuno,
quasi un terzo del totale.

La stabilità emerge anche sul fronte delle aspettative che segnalano un equilibrio tra
indicazioni di possibile miglioramento e di peggioramento.

Anche lo scenario occupazionale mostra una prevalenza di giudizi stabili (80%) a cui
si accompagnano indicazioni di variazione positiva e negativa di entità comparabile.
L’indagine conferma il permanere di alcuni elementi di criticità e, in particolare, la ridotta visibilità degli ordini in portafoglio, i diffusi casi di insoluti o di ritardi di pagamento, peggiorati in settembre per un’azienda su quattro, oltre alle condizioni praticate dagli Istituti di credito.

“È noto come i mercati esteri siano fondamentali mete di sbocco per le nostre aziende,
ma è evidente che ci sono complessità anche nell’operare oltre confine – commenta il
Presidente di Confindustria Lecco, Giovanni Maggi. Affrontare i competitor internazionali fa parte del nostro mestiere di imprenditori, e di fronte a questo non ci siamo mai tirati indietro, ma è chiaro che per farlo con successo abbiamo bisogno di condizioni non dico favorevoli, ma almeno non penalizzanti come sono ora. E mi riferisco in particolare alla nostra asfissiante pressione fiscale, purtroppo ben nota, ai costi dell’energia, al peso della burocrazia”.

GLI ORDINI
Domanda interna in contrazione per le imprese dei due territori nel mese di settembre. Circa la metà del campione non ha riscontrato variazioni rispetto al bimestre luglio-agosto, mentre i giudizi di diminuzione (29,1%) superano quelli di crescita (21,8%), a testimonianza di un mercato interno che al momento non da segni di ripresa

Anche a livello lecchese non si registrano variazioni sostanziali. I giudizi di diminuzione
e crescita sono perfettamente bilanciati e raggiungono entrambi il 27,4%, mentre si
rileva una più elevata percentuale di imprese (45,2%) per le quali la situazione è rimasta invariata rispetto al periodo luglio-agosto.

LE PREVISIONI
Sul versante delle aspettative per le prossime settimane le imprese di Lecco e di
Como esprimono indicazioni di mantenimento dei livelli registrati in settembre, giudizio
che risulta confermato anche dal bilanciamento tra i pareri di diminuzione e di crescita
che assumono entità comparabile.

Mentre quasi tre aziende su cinque (59,1%) indicano di non attendersi variazioni per le
prossime settimane nel proprio settore di appartenenza, il 20,9% del campione indica
invece una possibile diminuzione e il 20%, al contrario, un incremento.
L’analisi dell’orizzonte di visibilità sugli ordinativi rappresenta ancora una criticità per le
imprese di entrambe le province. Per quasi la metà dei soggetti (47,2%) gli ordini in
portafoglio risultano coprire un periodo di poche settimane e comunque inferiore al
mese. Nel 40,8% dei casi la visibilità sale a qualche mese mentre solo nel 12% si supera il trimestre.

A livello lecchese i dati confermano il quadro complessivo. Oltre l’80% delle aziende
comunica di avere un portafoglio ordini sufficiente a coprire un orizzonte temporale
inferiore a tre mesi mentre solo nel 18,3% dei casi la visibilità supera il trimestre.

LE MATERIE PRIME
Il costo dell’approvvigionamento delle materie prime per le imprese di entrambe le
province segna un lieve incremento – i giudizi di listini in aumento con il 15,3%
superano quelli di diminuzione pari al 5,4% – in un contesto di generale stabilità rispetto  ai mesi precedenti, segnalata da circa l’80% del campione.

A livello solo lecchese le percentuali variano leggermente e si segnala un maggior
numero di imprese, pari al 21% del campione, indicante un incremento dei prezzi delle
commodities.

LA SOLVIBILITA’
La problematica relativa all’insolvenza e al ritardo nei pagamenti rappresenta ancora un
problema per le imprese lecchesi e comasche. Rispetto alle rilevazioni dello scorso
maggio diminuisce la percentuale di imprese che ha registrato questa criticità (poco
meno del 60%), ma risulta peggiorata la situazione relativa ai pregressi. Si rileva infatti
un’elevata percentuale di giudizi che indicano una situazione invariata (67,9%) ma, al
contempo, per oltre un quinto del campione il fenomeno, inteso come entità dei ritardi o
numero dei casi di insolvenza, in settembre è decisamente peggiorato.
Discorso del tutto analogo per le imprese di Lecco, le cui percentuali differiscono di poco
rispetto a quelle generali.

I RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITO
Il rapporto tra le imprese dei due territori e gli Istituti di credito è caratterizzato, nel
mese di settembre, da un’elevata stabilità, così come indicato da oltre l’82% delle
imprese aderenti all’indagine. Solamente il 6,4% ha riscontrato un peggioramento,
mentre circa un’impresa su dieci ha rilevato un miglioramento.

I problemi principali sono legati all’incremento delle spese e delle commissioni bancarie,
che ha riguardato il 20% circa del campione, mentre incide meno la situazione relativa
agli spread ed ai tassi applicati, in aumento per il 10% del campione.
L’analisi riguardante il dato delle imprese lecchesi non evidenzia variazioni significative.

L’OCCUPAZIONE
La diffusa stabilità già riscontrata per i principali indicatori esaminati nell’ambito
dell’indagine è rilevabile anche nel caso dello scenario occupazionale delle imprese di
entrambi i territori. Per oltre quattro imprese su cinque (80,2%), infatti, i giudizi
risultano improntati al mantenimento dei livelli.

Le indicazioni di crescita (11,7%) e di diminuzione (8,1%) della forza lavoro tendono
inoltre a bilanciarsi, rafforzando lo scenario di conservazione del mercato del lavoro.
Le aspettative per i prossimi mesi confermano quanto delineato e risultano globalmente
improntate alla stabilità.

“Per le imprese di Lecco lo scenario assume gli stessi contorni di quello generale –
afferma il Direttore di Confindustria Lecco, Giulio Sirtori. Va osservato che, sul
territorio, ad influenzare l’effetto di stabilità concorre il ricorso agli ammortizzatori sociali che, considerando il numero di occupati equivalenti rapportati a zero ore, in settembre risulta in aumento per le forme ordinarie sia rispetto ai livelli di inizio anno, sia tendenzialmente rispetto al corrispondente periodo del 2013. Nel caso della CIGS, della cassa in deroga e dei contratti di solidarietà non si registrano incrementi ma i livelli restano elevati”.

 

 

 

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