LA CISL ATTACCA I VOUCHER:
“A LECCO OLTRE UN MILIONE
USATI NEL CORSO DEL 2016″

rita pavan francesco di gaetanoLECCO – “I voucher vanno eliminati. O comunque bisogna farne un utilizzo minimo e solo in alcuni settori, come previsto inizialmente nel 2008, quando furono creati”. È la posizione di Rita Pavan, segretario generale della Cisl Monza Lecco. Nel Lecchese, nel 2013, erano stati utilizzati ben 320mila voucher, corrispondenti ad altrettante ore di lavoro. L’anno successivo sono aumentati a 545mila, nel 2015 sono arrivati a 982mila e nel 2016, si stima, sia stato acquistato dai datori di lavoro il 23% in più, pari quindi a oltre un milione e 200mila ore pagate con i “ticket della discordia”. Sono utilizzati maggiormente nei settori di commercio, turismo e cooperative. Ma non mancano i problemi. “Anche a Lecco ci segnalano abusi di lavoratori che vengono pagati in questo modo” denuncia Pavan.

Per la maggior parte (ma non solo) sono i giovani a usufruire dei voucher, e sarà proprio il lavoro under 35 tra i temi fondamentali del prossimo congresso del sindacato, che si avvierà domani a Garbagnate Monastero, con l’inizio del percorso che porterà a cambi interni all’ente. “A livello locale c’è il 7% di disoccupazione – spiega Francesco Di Gaetano, responsabile Cisl del mercato del lavoro –. Manca ancora l’ultimo trimestre del 2016, ma per ora possiamo vedere una crescita di assunzioni, anche se decisamente contenuta, nel commercio e nell’artigianato, mentre si registra una lieve flessione dell’industria e una riduzione consistente nei servizi. Questo perché ci sono stati sgravi contributivi per i datori nel corso del 2015”.

Escludendo il pubblico impiego e gli impiegati nel mondo scolastico sono 147mila i lavoratori in provincia di Lecco a inizio 2016. In netto calo l’utilizzo della Cassaintegrazione. “Il dato medio è pari al -53% – prosegue Di Gaetano –. Per quanto riguarda la mobilità, invece, il 2016 si è chiuso con 675 lavoratori, mentre a fine 2015 erano 1.005,  1.146 l’anno precedente e 901 nel 2013. Insomma, non siamo usciti ancora dal tunnel della crisi, ma questi dati ci dicono che ci sia un minimo assestamento”.

F. L.

 

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