LA LETTERA/”LA GRANDE LECCO
PROBLEMA DI SQUADRA O GIOCO
INTANTO ABBIAMO LA PALLA”

Lecco panoramaLECCO – Riceviamo e pubblichiamo l’opinione di Paolo Trezzi riguardo alla chiusura della Prefettura e alle rinate velleità di “Grande Lecco”. Ciò che ne esce è un quadro alquanto disilluso le cui responsabilità ricadono sulla politica, un quadro che non si discosta troppo dalle sensazioni di Angelo Panzeri e di Gian Luigi Daccò proposte nei giorni scorsi.

 

Secondo me l’Assessore Valsecchi ha ragione.

Dopo l’annuncio della chiusura della Prefettura di Lecco è evidente che non si possa stare con le mani in mano.

Che serve una cabina di regia locale.

Lui certamente si immagina al timone, il problema vero però è che al di là del capitano, del regista, manca, con evidenza, la squadra.

Alcuni giocano per sé, ed è proprio Valsecchi -l’autocandidatosi prossimo Sindaco- altri addirittura giocano contro i propri compagni, basti vedere le vicende della Camera di Commercio, i più sono, o danno l’impressione di essere, in panchina, Sindaco Brivio, Presidente della Provincia Polano, ¾ dei parlamentari locali in primis l’on. Tentori che pare buona solo per la prima fila alla Festa dell’Unità di Osnago; un paio tirano così a caso, come va va, dove va va, come i parlamentari Arrigoni e Fragomeli, quest’ultimo è proprio quello che, solo un paio di mesi fa, aveva garantito che la Prefettura restava qui.

Appunto.

Qui però mi pare che le conseguenze della mancanza della squadra non sia solo che ci chiudono Prefettura e Provincia e cos’altro.

Qui è che chiudono le fabbriche, i lavoratori perdono i posti, manca la progettualità spicciola, gli spazi restano vuoti, gli investimenti e il mecenatismo arrancano, e la classe politica e imprenditoriale da anni – non mesi, anni – pare guardarsi l’ombelico o il conto in banca.

Lo sviluppo del territorio di Lecco, il Turismo come risorsa e fonte di reddito, il maggior benessere collettivo e diffuso, la maggior integrazione sociale dipendono veramente e unicamente dalla presenza o meno della Prefettura? Dell’Ente Provincia? Della Questura?

Cioè prima di diventar Provincia, quindi anni fa, ci salvava solo la piena occupazione? O è da lì che abbiam perso la progettualità, il “fare assieme”?

Chi dovrebbe fare squadra? Su che Progetti, poi? Quali strumenti per l’elaborazione e condivisione degli stessi? Chi sceglie chi? Chi sceglie cosa?

Abbiamo politici che qui a Lecco cinque anni fa han stilato programmi che dovevamo farci diventare Berlino e Hollywood assieme, non dico che si sono arenati su un senso di marcia per il Ponte Vecchio ma l’unica cosa che han fatto è stata pulire due statue; e per quel Programma non serviva nè Questura, né Prefettura né nessun santo a Roma.

E’ che tutti vogliono fare il regista ma poi si dimenticano a casa la palla.           

E li trovi al bar, o, come Valsecchi, grazie al marketing, sulla poltrona di qualche assessorato  – che avevano giurato e spergiurato di non pretendere se avessero fallito al voto, ma poi si sa ognuno per sé, (ciapelafinchelaghè) a parlare della Grande Lecco e il loro tessere le reti, relazioni in questi quattro anni, ha trovato sponda solo con Malgrate, Garlate e nienetepopodimenoche Morterone.

Non convincono nemmeno loro stessi vorrebbero convincere Roma

Valsecchi, ma anche Brivio, si guardan bene dal dire che a voler la chiusura dei nostri Enti (Prefettura, Provincia e vattelapesca) è il loro amico carissimo, il loro leader che portano ad esempio ad ogni piè sospinto, Renzi.

Ma poi la Prefettura non copre già ora giuridicamente la Provincia e già considera tutti gli 89 Comuni della stessa come una “Grande Lecco”?

Non si riesce più a capire se è un problema di squadra o di gioco.

Però il regista sia ben chiaro lo fa Valsecchi, la palla di solito la porta lui, è il suo ruolo.

Paolo Trezzi

 

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