L’ANALISI/LE CAROTE E IL BASTONE (FINTI) DELL’IRPEF COMUNALE

LECCO – Eppure hanno un addetto stampa che (ci) costa quasi 50.000 euro l’anno. Ma evidentemente questa Giunta non sa vendere nemmeno quelle proprie iniziative che hanno una parvenza di positività. Come per esempio è la proposta di Addizionale Irpef comunale per l’anno 2013, discussa ieri, giovedì, in Commissione Bilancio.

La Giunta e la maggioranza hanno evidentemente paura delle loro scelte. Non danno il tempo di conoscerle nè ai consiglieri nè, tantomeno, ai cittadini, che poi, quest’ultimi, tali decisioni, le debbono subire.

La dimostrazione, evidenziata con forza durante la Commissione dai consiglieri Fortino e Mauri (Pdl), Bettega (Lega) e, addirittura per primo, dal consigliere della stessa maggioranza Magni (FdS Sel) è che la tabella i dati, i numeri per poterci ragionare, per poter fare delle proposte a ragion veduta, sono stati presentati solo durante la Commissione stessa.

Ulteriore dimostrazione – grave – sottolineata dalla Fortino è che ancor prima della convocazione della Commissione il punto era già stato inserito per l’approvazione finale nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale di lunedì 10, malgrado le promesse di attesa del consigliere Rizzolino (Pd). Cioè solo dopo 4 giorni. Che vuol dire non dare nessuno strumento serio e credibile ai commissari per poter incidere su variazioni migliorative, approfondimenti.

La partecipazione, sulla carta vanto di questa Amministrazione tanto da aver previsto una delega specifica in capo all’assessore Bonacina, ancora una volta, alla prova dei fatti, si arena nella titubanza e insicurezza pratica.

Per entrare nel merito invece del provvedimento discusso va senz’altro segnalato che è una ristrutturazione che permette al Comune di raccogliere oltre 500.000 euro in più di tasse dai cittadini in confronto al gettito dello scorso anno. Saranno infatti quasi 3 milioni di euro le entrate da questo provvedimento. (son previsti  introiti per 2.863.040,43 euro). Questo è dovuto innanzitutto ad un aumento dell’aliquota che non sarà più fissa allo 0,3% ma trova una modulazione a scaglioni da 0,25 a 0,80%.

Un altro elemento caratterizzante per quella di quest’anno è l’esenzione al pagamento innalzato fino ai redditi di 15.000 euro, dai precedenti 10.000. Questo comporta un aumento dei contribuenti esenti pari a 6.800 dai precedenti 2.500. Un evidente aiuto ai redditi bassissimi.

La modulazione dei vari scaglioni (come da tabella qui in basso) farà si che i redditi inferiori ai  22.500 euro avranno un beneficio, seppur minimo, oltre, man mano, un aggravio dell’imposta.

IRPEF TABELLA

Dalla simulazione di calcolo presentata si può anche quantificare il risparmio e/o l’aumento in confronto allo scorso anno. Da un risparmio di 7,50 all’anno per i redditi (lordi) da 15000 (cioè 0,63 euro al mese) all’aumento di 5,50 sempre annui per quelli da 28.000 (0,46 al mese) ai +166,50 euro per quelli da 75.000 (cioè 13,88 al mese) ai + 791,50 annui per i redditi da 200.000 euri (65,96 al mese).

Un dato negativo di tale addizionale, sorvolando sulle promesse tipiche da campagna elettorale, fatte a suo tempo anche dal sindaco Brivio, e cioè quella di cancellarla, (qui c’è addirittura un aumento complessivo di oltre 500.000 euro, 1 miliardo di lire) è che, come l’Irpef ordinaria, è calcolata sul reddito del singolo contribuente e non sul nucleo famigliare. Questo comporta delle distorsioni e dei pesi diversi sulle famiglie. Penalizzando le famiglie monoreddito. Una distorsione che il consigliere Venturini (IdV) non aveva colto durante la seduta.

Infatti, per fare un esempio, una famiglia che ha un solo reddito di 30.000 euro ma che è formata da marito e moglie e figli paga l’addizionale Irpef comunale, a differenza di una che non dovrà pagare nulla pur avendo due redditi se questi, singolarmente, non superino i 15.000 .

C’è poi differenza, ma questo non può sanarlo l’addizionale, avere un reddito da 75.000 euro ed essere da solo o averne sempre 75.000 ma con coniuge e figli a carico. L’imposta sul bilancio famigliare peserà – oggettivamente – in maniera molto diversa.

Si può quindi dire che l’assessore al Bilancio Elisa Corti ha preannunciato in pompa magna una modulazione dell’Irpef a favore di più poveri e contro i più ricchi, che nei fatti non lo è ancora. E’ una manovra con una impercettibile carota a favore dei poverissimi e un finto bastone ai molto ricchi. I quali avranno un aumento medio di meno di mezzo caffè al giorno.

Nel frattempo nel 2012-13 quelli delle carote (loro risparmieranno mezzo caffè al giorno) si son già visti, per esempio, aumentare del 30% gli autobus (notoriamente presi a gomitate dai molto ricchi); aumentare del 6% (il triplo degli stipendi base e il quadruplo delle pensioni medie) la Tarsu, la tassa rifiuti… ect. ect. (in attesa stangata della Tares)… che, a far di conto, è molto di più, va ricordato, molto di più, di quanto risparmieranno con questa manovra sull’Irpef

Il Comune non sta navigando nemmeno a vista. Barcolla a tastoni.

P.T.

 

 

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