LARIO RETI DIFENDE L’INCARICO
A CAVALLIER, MA È POLEMICA
SUL SUO “RAFFREDDAMENTO”

MARCO LONGONI

LECCO – Che fine ha fatto la delibera dell’Anac con la quale l’Autorità nazionale anti corruzione stabiliva l’inconferibilità dell’incarico di amministratore unico di Lario Reti Holding a Lelio Cavallier?

Secondo Marco Longoni – promotore della segnalazione che ha portato alla pronuncia – quello che il responsabile della prevenzione della corruzione della partecipata avrebbe dovuto fare, era “recepire la disposizione dell’Anac, che è esecutiva, dunque rimuovere Cavallier dal suo incarico, che di fatto sta ricoprendo illegittimamente perché è già decaduto, e sanzionare i sindaci dei comuni che lo hanno nominato. Oppure fare ricorso al Tar, chiedendo contestualmente la sospensione del provvedimento dell’Anac”.

Quello che invece è successo è che l’Ufficio d’ambito della Provincia ha chiesto un parere legale all’avvocato Luca Guffanti, per avviare un “procedimento per la verifica della situazione di inconferibilità dell’incarico di presidente di Lrh a Lelio Cavallier”, parere espresso in un memorandum e mandato ai Comuni lecchesi nel quale si legge, in conclusione:

lelio cavallier lario reti holding idrolario“Ai fini della verifica dell’eventuale ipotesi di inconferibilità dell’incarico a Cavallier resa in esame dall’Autorità, vengono in rilievo:

-per quanto attiene il requisito di partenza previsto dalla norma in esame, esclusivamente il periodo 8 novembre 2013 – 31 dicembre 2013, durante il quale tale soggetto ha rivestito la carica di amministratore delegato di un ente di diritto privato in controllo pubblico (Idrolario);

– per quanto attiene il requisito di destinazione previsto dalla norma in esame il periodo 3 maggio 2016 – data odierna, durante il quale Cavallier ha rivestito il ruolo di presidente con deleghe gestionali di un ente di diritto privato in controllo pubblico (Lrh).

Con riferimento a questi periodi temporali, il periodo di raffreddamento risulta rispettato, con conseguente piena conferibilità, alla data del 3 maggio 2016, dell’incarico di presidente di Lrh a Cavallier e la decisione assunta dall’assemblea dei soci di Lrh, il 3 maggio 2016, di procedere alla nomina a presidente della società con deleghe gestionali dirette di Cavallier, può dunque ritenersi pienamente legittima”.

Conclusioni non perfettamente lineari – sempre ancora secondo Longoni: “L’avvocato, in questo memorandum, fa riferimento solo alla carica di presidente del Cda di Lrh di Cavallier, senza considerare invece che ha ricoperto, per un intero anno, anche la carica di amministratore unico, senza che fossero trascorsi e termini del raffreddamento, mentre l’oggetto della delibera dell’Anac è proprio l’incoferibilità della carica di amministratore unico del maggio 2015. Inoltre questo parere va ad interpretare in maniera un po’ soggettiva lo statuto di Idrolario, considerandola non una società in controllo pubblico, mentre lo è, essendo partecipata al cento per cento dai Comuni”.

M. V.

 

 

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