LAVORO NERO E CAPORALATO
PER LE ZUCCHINE LECCHESI
“COINVOLTO EX SINDACO LEGHISTA”

LECCO – Avrebbe sfruttato lavoratori extracomunitari, sottopagandoli, per raccogliere zucchine che poi sono state regalate in campagna elettorale per far vincere la Lega nord. Una vera e propria inchiesta realizzata nella Brianza lecchese dalla CGIL, dalla quale emergerebbero responsabilità di una nota famiglia in un giro di lavoro nero (“pagati in nero 4 euro all’ora“) per la raccolta di zucchine tra Calco, Olgiate e Bellusco.

giuseppe magni calco

La cooperativa segnalata all’Ufficio del Lavoro vedrebbe come titolare Alessandro Magni, il figlio dell’ex sindaco leghista di Calco Giuseppe (nella foto a destra). Magni detiene il 70% dell’azienda mentre la restante parte farebbe riferimento a Federico Maggioni.

 

I lavoratori, quasi tutti senegalesi, supportati dal sindacato avrebbero riferito che spesso era proprio l’ex primo cittadino ad accompagnarli sui campi per la raccolta.

Magni è persona molto conosciuta non solo per la fascia da sindaco; fu infatti consulente per l`edilizia penitenziaria dell’allora ministro della Lega Roberto Castelli.

Wolfango Pirelli, segretario gsindacato caporalatoenerale CGIL Lecco definisce la vicenda “molto grave anche perché segue scenari politici. Non si può assistere a denigrazioni e insulti ai migranti da una parte e dall’altra uno sfruttamento dal punto di vista lavorativo”.

“Si tratta di migranti regolari – spiega Ass Cassett, ufficio immigrati CGIL Lecco -, tre persone irregolari, anche due donne e tre minori. Da tre anni iniziavano ad aprile. Si sono ribellati quando gli hanno proposto un euro a cassetta. All’inizio andava bene, poi non vedevano i soldi. Lavoravano 7 giorni su 7, con solo mezz’ora di pausa. Tutte le mattine si trovavano all’oratorio di Airuno e poi li portavano a Sartirana, Calco o Bellusco. Gran parte senegalesi, anche burkinabé, a volte ivoriani. I più giovani avevano 16 anni. Gli irregolari ora avranno il permesso di soggiorno perché testimoni di un reato. Da giugno 2015 è partita la denuncia e non stanno più lavorando”.

Le zucchine, proseguono i sindacalisti, venivano ben distribuite nel territorio lecchese. Con la nuova stagione del raccolto sono stati ricontattati, per tornare al lavoro, gli stessi lavoratori che hanno fatto denuncia ma ovviamente si sono rifiutati. Oggi le coltivazioni funzionano ancora ma non è dato sapere chi ci lavori.

Dal canto suo Giuseppe Magni sospetta che i famosi “riflessi politici” derivino proprio dal suo passato come sindaco e consulente per Castelli. “Ci siamo rivolti ad una azienda di servizi interinali per poter avere dei lavoratori con quel profilo; abbiamo mostrato all’Ispettorato del Lavoro il regolare contratto che era stato sottoscritto”.

 

 

 

 

 

 

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