LE ASSOCIAZIONI (O QUASI):
NON E’ COLPA DI PANDORA

LECCO – Ogni mercoledì parliamo di associazioni o gruppi che stanno per diventarlo. Se volete raccontare le vostra esperienza scriveteci a redazione@www.lecconews.news.

Questa settimana intervistiamo Beatrice Giudici, presidentessa e fondatrice, insieme a Marta Comi, dell’associazione “Non è colpa di Pandora”, con sede a Casatenovo ma molto attiva nel lecchese.

miaChi siete?
Siamo l’organizzazione di volontariato “Non è colpa di Pandora” e abbiamo sede a Casatenovo. Siamo in pochi, molto pochi. Abbiamo numerosi fans e simpatizzanti, ma gli iscritti scarseggiano. In questi cinque anni abbiamo imparato ad apprezzare i vantaggi dell’essere in poche persone che oltretutto si conoscono da parecchio, ma ora abbiamo voglia di fare una seria “campagna soci” per provare l’emozione, a noi sconosciuta, di essere in tanti.

Cosa fate?
Di tutto e di più. È una frase fatta, ma è la verità. Negli anni abbiamo fatto assemblee di istituto, conferenze, aperitivi, spettacoli di danza e narrazione, laboratori, spettacoli teatrali, marce non competitive, letture teatrali, collaborazioni con gruppi musicali, gazebi esperienziali, collaborazioni con altre associazioni di volontariato giovanili, giornate di formazione e sicuramente mi sarò dimenticata qualcosa. Credo che una cosa che ci differenzia da altre associazioni giovanili sia quella che difficilmente invitiamo altre persone a fare le cose:  forse pecchiamo di manie di protagonismo, ma se dobbiamo fare una conferenza sul femminicidio la facciamo noi, se vogliamo parlare di stereotipi in maniera ironica e irriverente ci mettiamo a scrivere sketch teatrali, e così via. Portare avanti un’associazione in questo modo da enormi soddisfazioni perché ci si mette in gioco in prima persona, ci si mette la faccia insomma, ma è rischioso perché ci si mette la faccia anche nei fallimenti e negli insuccessi. Ma come diceva il buon Steve Jobs, nella vita bisogna essere coraggiosi e un po’ folli.

Quando siete nati?non è colpa di pandora
La nostra storia comincia nel 2008 quando frequentavamo la 4^ superiore dell’Istituto Greppi di Monticello.  Il nostro indirizzo di studio prevedeva per quell’anno l’ AREA DI PROGETTO: un tot di ore “rubate” alle normali lezioni e messe a disposizione della classe per approfondire un tema sociale. La tradizione voleva che ci occupassimo di qualcosa che coinvolgesse strutture come le scuole dell’infanzia o le case di riposo, ma la nostra esperienza ha iniziato a essere diversa e fuori dal comune da subito: avevamo scelto di occuparci del fenomeno della violenza contro le donne. Da quel momento è stato un continuo crescendo, l’area di progetto si è prolungata straordinariamente anche per l’anno successivo dandoci la possibilità di organizzare due marce non competitive, diverse assemblee di istituto e alcune conferenze. Questa specie di tour ci ha dato la possibilità di metterci in gioco in prima persona: le idee erano farina del nostro sacco, i discorsi li scrivevamo noi, le presentazioni le costruivamo noi, affiancati sempre e comunque dalla preziosa supervisione di alcuni dei nostri docenti. In quell’occasione credo di aver sperimentato sulla mia pelle che cosa significa “fare vera scuola”. Finite le superiori, alcune di noi hanno voluto portare avanti questo percorso in maniera autonoma, creando una vera propria associazione e così è stato: “Non è colpa di Pandora” è diventata un’organizzazione di volontariato a tutti gli effetti. Per “vedere” la nostra storia fate un salto al “Mojito” di Lecco (viale Turati, 49) per tutto il mese di marzo ci sarà un’esposizione di che cos’è “Non è colpa di Pandora”.

non è colpa di pandora1Come è nata questa passione?
In quarta superiore, quando dovevamo scegliere a quale tema dedicare le ore “extra” a disposizione, io personalmente votai un altro argomento proposto: l’adolescenza, se non ricordo male. La maggioranza della classe però aveva optato per la violenza contro le donne e beh, non sono mai stata così contenta di aver fatto una scelta sbagliata. Nel mio caso quindi posso dire che la passione è venuta col tempo, in maniera quasi inconsapevole. All’inizio, dopo aver studiato e conosciuto il terribile fenomeno, sentivamo un gran bisogno di giustizia e di denuncia, eravamo abbastanza agguerrite; le nostre parole, dichiarate con inaspettato coraggio di fronte ad Aule Magne affollate, arrivavano subito al sodo senza abbellimenti o scorciatoie. Col passare degli anni credo che la nostra passione sia cambiata: ora, oltre a un profondo bisogno di giustizia e denuncia che comunque non ci abbandona, sentiamo ancora di più un bisogno di conoscenza e di cultura. Il nostro orizzonte si è ampliato e la violenza contro le donne non è più il nostro unico punto di riferimento. Ci siamo resi conto che bisogna fare un passo indietro, la violenza è solo la punta di un iceberg alla cui base c’è la relazione. Crediamo che la relazione tra uomo e donna sia uno dei principali motori dell’umanità, da quello deriva tutto il resto, è un rapporto così potente da essere estremamente “delicato”, deve essere maneggiato con cura e consapevolezza. Aver fatto questo passo indietro ci ha permesso di avvicinarci ancora di più al nostro pubblico: le relazioni riguardano ognuno di noi, nel quotidiano, non possiamo tapparci le orecchie e girarci dall’altra parte perché è una cosa che ci tocca sul vivo. Quindi possiamo dire che la nostra è una passione mutevole che si rinnova continuamente e che soprattutto ha bisogno di essere condivisa e “dimostrata” con orgoglio e ironia.

fondatriciCosa consiglieresti a chi si avvicina per la prima volta al vostro gruppo?
Sicuramente, e prima di qualsiasi cosa, NON si deve essere per forza una femmina per far parte di “Non è colpa di Pandora”. Un altro importante presupposto: spesso per “volontariato” si intende qualcosa da fare nel tempo libero, per riempire le ore buche con qualcosa che faccia del bene agli altri. Noi non amiamo questo modo di vedere le cose, infatti essere “Non è colpa di Pandora” fa, prima di tutto, bene a noi. Può sembrare un discorso egoista, ma crediamo sia fondamentale. Farlo per gli altri è una motivazione importante e credo anche necessaria, ma non può essere l’unica. Il nostro è un gruppo che porta inevitabilmente a mettersi in gioco, a coinvolgersi, a mettere in campo ciò che si è in grado di fare. Non c’è una carta d’identità prestabilita per diventare un socio perché le capacità e le potenzialità di ognuno danno valore aggiunto al gruppo stesso e alle iniziative; è come se, in parte, l’associazione prendesse di volta in volta la forma dei suoi membri. Bisogna essere pronti ad adoperarsi in diversi modi, essere consapevoli, critici e autocritici con ironia e allo stesso tempo con serietà, essere curiosi e interessati.

Quali sono i vostri programmi futuri?ultimo spettacolo
Ci piacerebbe riuscire a fare un tour di “Notiamo le parole”, uno spettacolo con letture e musica che interpreta in chiave artistica la parità tra i sessi, la violenza, le dignità e il rispetto; l’obiettivo è fare il salto di qualità: passare dalle aule civiche e dalle biblioteche al riempire i teatri e gli auditorium. Vorremmo riproporre un progetto, che alla prima esperienza era andato inaspettatamente bene, all’interno delle scuole medie sull’educazione di genere e sullo sviluppo di un pensiero critico riguardo gli stereotipi. Poi il sogno sarebbe organizzare laboratori anche con le elementari, magari rileggendo in chiave diversa, con una visione alla parità di genere, le storie e le favole più lette e conosciute.

SCHEDA
Nome: “Non è colpa di Pandora”
Luogo: Via Cavour, 12  23880 Casatenovo (LC)
Anno di Fondazione: 2008
Tipologia: Associazione culturale di volontariato
Soci: 4
Contatti: nonecolpadipandora@gmail.comwww.facebook.com/nonecolpa.dipandora – 3479709422

Chiara Vassena

 

 

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