LECCO: ANNEGATO NEL LAGO,
PENA DI UN ANNO AL TIMONIERE

giustiziaLECCO – Un anno di carcere al lecchese Stefano Stefanoni, al timone della barca che il 22 luglio del 2013 si rovesciò causando la morte di un passeggero, Roberto Valsecchi. Il giudice monocratico Salvatore Catalano ha così sentenziato nei confronti del conducente dell’imbarcazione, sul lago quella sera tempestosa con quattro persone a bordo.

Nella sua requisitoria, il viceprocuratore onorario Mattia Mascaro aveva definito i fatti “una tragica fatalità, conseguenza della sottovalutazione delle condizioni meteo e di una certa superficialità dimostrata dal conducente della barca” chiedendo otto mesi di condanna per omicidio colposo.

Quella sera di quattro anni fa un gruppo di amici venne portato in barca da Malgrate a Pescarenico per una cena. Si scatenò un temporale violento e al ritorno, nella zona del ponte Kennedy dunque quasi alla meta, ìondate ravvicinate rovesciarono l’imbarcazione a bordo della quale c’erano cinque persone. Tre di loro raggiunsero a nuoto la riva di Malgrate, mentre Roberto Valsecchi, 44 anni, sposato e residente a Rogeno, venne inghiottito dalle acque e morì annegato.

Per l’accusa, la condotta di Stefanoni non fu adeguata “per non aver fatto indossare ai quattro passeggeri le cinture di sicurezza e i giubbini salvagente, che avrebbero potuto evitare la tragedia”.

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