LECCO, CELEBRATO IL “POLI”.
ORA C’E’ DA PENSARE
ANCHE AGLI STUDENTI

politecnico leccoLECCO – Si è celebrata con un consiglio comunale atipico la sancita convenzione tra polo territoriale di Lecco del politecnico di Milano ed il CNR – Centro nazionale ricerche, il tutto per opera dell’associazione UniverLecco.

L’assemblea è stata preceduta da una visita al polo universitario in via di ultimazione in via Ghislanzoni. Accompagnati dal prorettore Marco Bocciolone, i consiglieri cittadini e la stampa hanno così preso contatto con tutte le potenzialità della struttura, sia didattiche, sia di ricerca, che ricettive.

In seguito il nuovo segretario comunale, Michele Luccisano, ha aperto la seduta interamente dedicata alle impressioni della politica locale nei confronti del distaccamento lecchese del PoliMi. Solo un’idea nel 1993, oggi è realtà.

“Grazie a Dio i cittadini lecchesi non si laureano all’università di Lecco ma al politecnico di Milano” interviene Filippo Boscagli (Ncd) che ricorda le discussioni sulle piccole università durante l’esperienza al consiglio nazionale degli studenti universitari. “Scegliere di impostare un percorso insieme al Politecnico di Milano, e non di fondare un’università di Lecco, ha aiutato la città ad uscire dal provincialismo e ha portato un respiro diverso. E’ giusto perciò sostenere questo polo universitario finché manterrà questa linea”.

politecnico studentiAllarga la riflessione all’intera città Cinzia Bettega (Ln): “Come è possibile avere un’università e contemporaneamente nemmeno un cinema o un luogo adatto per gli sport acquatici? L’amministrazione deve risolvere queste contraddizioni venendo incontro a chi guarda a Lecco come meta di studio e fare di Lecco una vera città universitaria”.

Le critiche più severe vengono però da Giacomo Zamperini (Fdi), che rivendica l’emendamento per richiedere all’amministrazione di ridurre le sovvenzioni per UniverLecco. “Sono soddisfatto che la mia richiesta di ridurre di 10 mila euro, in un totale di 110.000, le sovvenzioni per l’associazione abbia contribuito a fare luce sulle attività, i meriti e i programmi di questa università. Non cambio comunque opinione e ritengo sbagliato delegare all’associazionismo un progetto che dovrebbe essere proprio della politica. Le risorse pubbliche dovrebbero essere gestite direttamente da chi amministra la città, mentre invece vengono messe a disposizione di un’associazione che, per quanto bene le possa utilizzare, dovrebbe recuperare fondi in altro modo”.

Zamperini prosegue sarcastico: “A Lecco abbiamo un assessore per i cimiteri ma nessuno che si occupi di politiche giovanili e studenti. Lecco ora è una città funebre: auguro quindi al sindaco, per il prossimo mandato, di riuscire fare della nostra città un centro a misura di studente, con infrastrutture adatte e magari convenzioni per facilitare la vita degli universitari”.

C. C.

 

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